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Vuoi dimagrire? Riduci la temperatura dei termosifoni.

Sei al calduccio? Allora attento al tuo peso!

Vuoi dimagrire ? Ancora una volta un consiglio semplice, forse ovvio, ma efficace.

Per dimagrire bisogna stare al freddo.

Espresso così questo concetto potrebbe risultare brusco ma è la realtà.

Più precisamente non bisogna tenere i termosifoni oltre la soglia dei 18°C.

Così facendo potremo aiutare il nostro caro pianeta, il nostro portafoglio e, cosa non da poco, il nostro “punto vita”.

Lo affermano, dopo le nostre nonne, i ricercatori della University College di Londra, secondo cui una elevata temperatura ambientale ridurrebbe il bisogno del corpo di spendere energia per contrastare i rigori dell’inverno.

Ovviamente non è sufficiente mettere i caloriferi al minimo per vedere sparire i nostri “rotoli di ciccia”.

Per arrivare a questo risultato, mettetevi bene in testa che servono alimentazione corretta e attività fisica regolare.

Il nostro corpo necessita di un “inverno fisiologico”, ovvero di quel po’ di freddo per bruciare le calorie giuste.

In pratica, più in casa la temperatura è elevata e meno l’organismo riesce a consumare energia per riscaldarsi.

Di fatto, gli esperti lo dicono da sempre:

la temperatura indoor non dovrebbe superare, nella stagione invernale, i 18-19°C di giorno e i 15°C di notte.

Sono state analizzate l’andamento del metabolismo delle popolazioni di Regno Unito e Stati Uniti e verificato una diretta proporzionalità tra l’aumento dei gradi dei termosifoni e quello dell’obesità, dal momento che una ridotta esposizione al freddo ridurrebbe la necessità del corpo di spendere energia per restare al caldo.

Così facendo si “stara” il metabolismo dell’organismo, preparato al freddo stagionale.

L’aumento del tempo trascorso in casa, l’accesso diffuso al riscaldamento centralizzato, all’aria condizionata e il miglioramento del comfort termico, contribuiscono a limitare il range di temperature che sperimentiamo nella vita quotidiana e a ridurre il tempo in cui i nostri corpi sono sottoposti a stress termico. Il che significa che stiamo bruciando meno energia e mettendo su peso.

Ecco quindi che il troppo caldo, può modificare e rallentare la termogenesi, ossia il processo metabolico che porta il nostro organismo a consumare energie ed a produrre calore.

Già precedenti studi, avevano dimostrato che trascorrere troppo tempo in un ambiente con temperature elevate riduce la quantità di grasso (o tessuto adiposo) bruno, tessuto che sarebbe in grado di bruciare energia per produrre calore.

Inoltre si pensava che il tessuto adiposo bruno fosse presente nell’uomo soltanto durante l’infanzia e che venisse progressivamente sostituito dal grasso bianco una volta raggiunta l’età adulta, ma recenti indagini hanno dimostrato che il grasso bruno è presente e svolge correttamente le sue funzioni anche negli individui adulti.

È stato anche dimostrato che le persone obese hanno meno grasso bruno dei soggetti longilinei.

Pertanto questo grasso potrebbe essere un importante alleato nel controllo del peso corporeo.

Il continuo bisogno e il desiderio di cibo anche quando non c’è una reale necessità di calorie è un moderno paradosso biologico.

Infatti, i nostri antenati (come d’altra parte una vasta parte della popolazione mondiale attuale) incontravano molte difficoltà a procurarsi tanto cibo e le eventuali riserve di grasso venivano demolite durante i periodi di carestia.

Perché molti individui appartenenti alla nostra specie ingrassano con tanta facilità?

Perché Il nostro corpo riesce a convertire il cibo in eccedenza in grasso con una straordinaria efficienza e, quando si verifica un ridotto introito calorico, si attivano meccanismi che mirano a compensare tale deficit con l’aumento della fame e l’abbassamento del consumo energetico.

Solo nell’ultimo secolo la selezione naturale è stata “costretta” a confrontarsi con la pandemia del sovrappeso. Un ridotto contenuto di grasso bruno, di per sé svantaggioso e determinato geneticamente può dare il via, nei soggetti con eccessivo e scorretto intake alimentare ad un incremento percentuale di grasso bianco.

Questo potrebbe servire da “barriera isolante” con il risultato che questi individui avrebbero meno bisogno di produrre calore per mantenere la temperatura corporea. Seguendo la stessa ipotesi le persone magre conserverebbero la propria silhouette perché avrebbero bisogno di molte calorie per mantenere una corretta temperatura corporea data l’elevata presenza di tessuto adiposo bruno. In conclusione, qualche brivido in più durante i mesi invernali potrebbe impedire di avere i “brividi” dopo essere saliti sulla bilancia!

Il lavoro è automatizzato, il cibo abbonda, nel tempo libero ci si riposa: l’Occidente si crogiola in uno stile di vita lussuoso. Peccato che sia letale (National Geographic-Italia agosto 2004)

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