NEW

Basso livello di vitamina D3

Questo articolo è una prestampa e non è stato certificato da peer review. Che cos'è una prestampa non revisionata? Prima della pubblicazione formale in una rivista accademica, gli articoli scientifici e medici sono tradizionalmente certificati da "peer review". In...

Disturbi dell’alimentazione (DA): cosa c’è da sapere

Disturbi dell’alimentazione (DA). Queste patologie si manifestano prevalentemente tra i 12 e i 25 anni, ma negli ultimi tempi è emerso un preoccupante aumento delle fasce di età coinvolte: attualmente circa il 20% dei pazienti ha un'età compresa tra gli 8 e i 14 anni....

Considerazioni su bambini e Covid-19

Bambini e Covid-19. Su questo punto i dati sono ormai consolidati e coerenti tra i diversi studi effettuati, in Paesi diversi e da diversi gruppi di ricerca: i bambini si ammalano poco, molto poco; e quando lo fanno, le manifestazioni cliniche sono lievi. Le eccezioni...

Dieta mediterranea e artrosi

Questo perché i risultati di molti studi di base, clinici ed epidemiologici sono arrivati a considerarlo come un fattore protettivo contro lo sviluppo di processi multipli come malattie cardiovascolari, diversi tipi di cancro, malattie neurodegenerative e persino...

ALIMENTAZIONE E PSICHE

È indubbio che esiste un forte tra alimentazione e psiche. La famiglia, oltre a trasmettere i caratteri genetici, influenza inevitabilmente il comportamento alimentare e questo “imprinting” familiare risulta particolarmente importante in età prescolare. Nelle famiglie...

Un bambino nutrito correttamente oggi, un adulto più sano domani

Prof. Giorgio Pitzalis
(Pediatra – Responsabile scientifico di www.giustopeso.it)

L’alimentazione è la più elementare e al tempo stesso la più complessa manifestazione della vita umana, permeata di significati nutrizionali, comportamentali, culturali, religiosi, sociali, economici.

E’ inoltre veicolo di tradizioni, credenze, simbolismi, è condizionata dai mutamenti secolari della storia dell’umanità ed è essa stessa spesso artefice di tali mutamenti.

Aumento dei soggetti sovrappeso

Studi compiuti su varie popolazioni hanno mostrato che nell’ultimo secolo si è assistito, nei paesi sviluppati, all’ incremento esponenziale del numero dei soggetti sovrappeso ed obesi.

La rapidità di tale fenomeno è sicuramente influenzato da fattori ambientali:

  • iperalimentazione,
  • ridotta attività fisica,
  • scarsa socializzazione dei bambini,
  • minori stimoli culturali,
  • spesso, anche riduzione del tempo trascorso con i genitori.

L’influenza di tali fattori è particolarmente importante nei primi periodi della vita in quanto essi sembrano avere non solo effetti immediati sull’accrescimento del bambino ma anche sul “programming” endocrino-metabolico dell’individuo, condizionandolo quindi per tutta la vita.

L’obesità costituisce un problema di notevole rilevanza sociale e, come già affermato nel 1998 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, tende ad assumere sempre più i connotati di un’epidemia globale (pandemia). Oltre all’aumento dei tassi di obesità tra gli adulti, anche nei bambini il fenomeno ha raggiunto livelli allarmanti.

Attualmente, in Italia, 4 bambini su 10, in età scolare, sono sovrappeso od obesi

Abbiamo per questo il triste primato europeo e il trend non accenna a migliorare.

La probabilità di essere sovrappeso od obeso in età adulta aumenta con il passare dell’ età di insorgenza dell’incremento ponderale:

  • 30% a 5 anni di età,
  • circa 35% a 10 anni,
  • 50% a 15 anni (in pratica 1 bambino su 2),
  • 70% a 18 anni.

Funzione del medico pediatra, primo e spesso unico nutrizionista della famiglia, è fondamentale per assicurare un attento follow-up staturo-ponderale e una corretta sorveglianza delle abitudini alimentari del nucleo familiare durante tutta l’epoca evolutiva.

Oggi siamo assediati dalla troppa pubblicità

Siamo “assediati” da una pubblicità diretta soprattutto ad un pubblico giovane, che inevitabilmente influenza le scelte alimentari dell’intera famiglia.

Le informazioni fornite dai mass media concorrono spesso a disorientare il consumatore. Se da un lato ci invogliano a comprare (e mangiare) di tutto, dall’altro propongono comunque un modello di perfetta forma fisica. Inoltre, la diffusione di ipermercati, discount e centri commerciali, con il conseguente costo relativamente contenuto dei cibi, hanno contribuito ad un aumento dei consumi.

Ogni ora trascorsa da un bambino davanti alla televisione è associata a un aumento di 167 kcal giornaliere ingerite.
Erroneamente si tende a ridurre il numero dei pasti assunti durante il giorno e di consumare più “pasti-snack”, anche davanti a TV e computer.

La ristorazione scolastica rappresenta di solito un grande cambiamento nelle consuetudini alimentari che stimola la curiosità del bambino e favorisce una maggiore apertura verso i nuovi sapori.

Il pranzo a scuola ha soprattutto una valenza affettiva e relazionale e assume un significato più ampio della semplice somministrazione di cibo e principi nutritivi.
E’ un momento di condivisione e di familiarizzazione con gli altri bambini e con gli insegnanti.

Le tabelle dietetiche adottate dalla ristorazione scolastica fanno riferimento ai LARN e soddisfano per il 40% il fabbisogno giornaliero per ogni fascia d’età.
Mangiare a scuola può rappresentare quindi, non solo nutrirsi ma anche apprendere.

I bambini mangiano anche con gli occhi

Dialogare ed interessarsi al parere dei nostri figli è utile anche a tavola.
In generale 1 bambino su 3 rifiuta frutta e verdura.

La refezione scolastica, in questo senso, è la sede più adeguata per interventi di educazione alimentare, con l’obiettivo di favorire un percorso educativo e formativo che attraverso l’apprendimento di sapori alternativi e modalità di presentazione diverse dei cibi, possa correggere abitudini consolidate e non rispondenti ad una dieta equilibrata e salutare.

I principali errori alimentari nutrizionali sono i seguenti:

    • La prima colazione è di frequente frettolosa, ridotta o “dimenticata”
    • Lo spuntino del mattino è, di conseguenza, spesso ipercalorico
    • Il latte è spesso precocemente abolito e sostituito da bevande gassate e zuccherate (che determinano una ridotta assunzione di calcio ed un aumento della quota di fosforo assunto con la dieta)
    • Frequente è il consumo eccessivo di proteine animali, grassi saturi e sodio, mentre si registrano carenze di carboidrati complessi (amidi), fibra alimentare, calcio, ferro, zinco ed acido folico
    • Il pranzo è spesso incompleto e veloce
    • La merenda del pomeriggio, carente di latte, yogurt o frutta, è basata su cibi industriali (snack dolci o salati)
    • La cena (molto spesso unico momento di “aggregazione familiare”), tende ad essere il pasto principale della giornata, spesso ipercalorico e carente comunque di verdure e frutta.

In conclusione

Il comportamento alimentare è uno dei fattori mediante il quale i genitori hanno l’opportunità di capire il bambino.
Ma, attenzione: anche il bambino ricava le sue impressioni su mamma e papà !

Per aiutare i figli a crescere bene,
i genitori devono guardare lontano.
A volte lontanissimo.
E’ nella seconda parte della vita, infatti,
che la salute può presentare il conto.
I bambini hanno bisogno di imparare buone abitudini,
che proteggano il loro sviluppo ma anche la futura vita adulta.

Precedenti

Successivi

Share This

Share this post with your friends!