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Bambini autistici. Ecco cosa riporta la letteratura medica. Quindi diffidate dai tanti medici, paramedici o peggio: sono tante sirene ammaliatrici. Gluten- and casein-free diet and autism spectrum disorders in children: a systematic review. Piwowarczyk, A., Horvath,...

Prima visita di medicina estetica

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Il latte, un abbraccio mattutino.

In Italia, la prima colazione è spesso screditata o saltata e un ridotto o assente consumo di latte o yogurt, costituisce il primo e più diffuso errore alimentare. La prima colazione è davvero fondamentale. Al risveglio è necessaria una buona carica di nutrienti per...

Obesità infantile: in Italia il problema è serio

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Il microbiota intestinale

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Latte Sano, chi pensa Sano ama il buono della vita.

Quando un bambino è agitato

L’ipercinesia infantile è una sindrome piuttosto comune e per la quale si è parlato di un possibile ruolo scatenante di certi alimenti. Si trovano in letteratura ricerche sul ruolo causale del saccarosio (zucchero bianco) sull’iperattività del bambino. In linea di massima gli studi appaiono concordi nel negare, a differenza di quanto ritenuto in passato, un ruolo specifico del saccarosio nella sindrome ipercinetica.

Altri alimenti quali il caffè, il tè, la cola, il cacao e gli energy drinks sono invece ritenuti eccitanti e possono essere responsabili di ipercinesia, insonnia, tremori, tachicardia.

Se le proteine ed i carboidrati sono i fattori più importanti in grado di influenzare il comportamento umano, non deve essere dimenticato che anche alcuni minerali nonchè molte vitamine sono stati spesso chiamati in causa, quando deficitari, come fattori implicati soprattutto nella genesi dei disturbi dell’apprendimento e in conseguenza di ciò sono stati utilizzati, sulla base più o meno sperimentalmente dimostrata, nella terapia di tali disturbi.

La carenza di ferro può incidere sul comportamento e sullo sviluppo intellettivo del lattante e del bambino. Un effetto sul comportamento è stato dimostrato anche dallo zinco che entra a far parte di oltre 200 enzimi. Ridotti livelli di zinco possono provocare apatia, anoressia, depressione, deficit di memoria e letargia. Anche il rame è essenziale per la crescita e la maturazione cerebrale.

La quasi totalità delle vitamine idrosolubili (Vit. B6, folico, vit. B12, niacina, vit. C) hanno un effetto sulla sintesi e sul metabolismo dei neutrotrasmettitori. Comunque, non sempre un supplemento vitaminico è necessario a migliorare le prestazioni intellettive e comportamentali dell’uomo e non è dimostrato l’effetto positivo delle somministrazioni di dosi elevate di vitamine idrosolubili, fino a 100 volte le dosi terapeutiche, nella terapia dei disturbi dell’apprendimento. E’ invece importante comprendere come alte dosi di vitamine liposolubili (vitamine A,D,E,k) possono risultare tossiche.

In conclusione, anche il sistema nervoso e quindi un comportamento più o meno favorevole nei nostri confronti o verso gli altri, può derivare da errori alimentari o da una alimentazione monotona. In pratica, l’insonnia o l’ansia immotivata possono essere conseguenza di scarsa assunzione di calcio (contenuto nel latte e derivati) o magnesio (presente nei cereali, frutti di mare, verdure).

D’altra parte, una scarsa concentrazione o una facile stancabilità fino a stati depressivi possono essere il risultato di un carente apporto di ferro, potassio o rame, presente nelle carni, pesce, legumi e frutta fresca.

Non ultimo, l’esercizio fisico allontana la mente dai pensieri negativi e permette di affrontare esperienze nuove in maniera positiva. Alcuni studi hanno dimostrato che correre per 30 minuti tre volte alla settimana è altrettanto efficace nei confronti della depressione rispetto alle sessioni di terapia.

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