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Dieta mediterranea: di cosa parliamo.

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La storia della nutrizione – prima parte

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Covid-19: Il rientro a scuola

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Carenza di vitamina D

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L’importanza di giustopeso.it

Dalla prestigiosa rivista medica Pediatrics riportiamo uno stralcio dell’articolo Social Media Influencer Marketing and Children’s Food Intake: A Randomized Trial di Anna E.Coates et al. (PEDIATRICS Volume 143, number 4, April 2019).

Obiettivo.

Esaminare l’impatto dell’influenza dei social media sul marketing degli alimenti (sani e malsani) sull’assunzione di cibo da parte dei bambini. Per questo sono stati esaminati 176 bambini (9-11 anni, media 10,5 ± 0,7 anni), assegnati in modo casuale a visualizzare i profili di Instagram simulati di 2 famosi blogger di video di YouTube (influencer).

I profili contenevano immagini degli influencer con spuntini insalubri (partecipanti: n = 58), spuntini sani ( n = 59) o prodotti non alimentari ( n = 59).

Successivamente, sono stati misurati l’assunzione ad libitum dei partecipanti di spuntini insalubri, spuntini sani e assunzione complessiva (assunzione combinata di spuntini sani e malsani).

Risultati.

I bambini che hanno osservato influencer con spuntini insalubri hanno aumentato significativamente l’assunzione complessiva (448,3 kilocalorie ; P = 0,001) e hanno significativamente aumentato l’assunzione di spuntini malsani in particolare (388,8 kcals; P = .001), rispetto ai bambini che hanno osservato influencer con prodotti non alimentari (357,1 e 292,2 kcal, rispettivamente).

L’osservazione degli influenzer che mostravano spuntini sani non ha influito in modo significativo sull’assunzione alimentare.

Conclusioni.

La promozione del cibo influenzata dai social media, influisce sull’assunzione di cibo da parte dei bambini. La commercializzazione dell’influencer di cibi malsani ha aumentato l’assunzione di cibo immediato dei bambini, mentre l’equivalente commercializzazione di cibi sani non ha avuto alcun effetto.

Proprio per questo il sito giustopeso.it, espressione dell’associazione non profit GIUSTOPESO ITALIA svolge una gratuita attività di educazione alimentare per adulti e bambini.

L’obesità infantile è una preoccupazione per la salute globale del pianeta. Ambienti alimentari obesogeni, in cui gli alimenti ricchi di grassi saturi, ad elevato contenuto di sale e/o zucchero sono sempre più disponibili e ampiamente commercializzati, sono la causa predominante del sistema alimentare per l’aumento di peso della popolazione.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha invitato i governi ad attuare politiche che promuovano l’assunzione di cibi sani e riducano l’assunzione di cibi malsani da parte di bambini e adolescenti.

Internet è ora una delle principali piattaforme per il marketing alimentare e il consumo di media digitali per bambini (contenuti online) sta crescendo rapidamente. Ad esempio, il 50% degli 8 – 11 anni nel Regno Unito riferisce di usare

Instagram, e l’80% dei bambini di età compresa tra i 5 ei 15 anni usa YouTube.

Nei social media, il marketing è tipicamente incorporato in contenuti multimediali accattivanti e divertenti e i brand alimentari cercano relazioni promozionali con gli influencer a causa della loro portata e della fiducia che i seguaci hanno in loro.

Genitori, fate bene attenzione: studi di coorte indicano che un divario energetico di 69-77 kcal al giorno è tutto ciò che è necessario affinché un bambino diventi sovrappeso.

D’altra parte, utilizzando i dati demografici degli utenti di Instagram, 3,75 milioni di giovani (13-17 anni) potrebbero essere stati esposti a questo influencer HFSS (high–saturated fat, high-salt, and/or high-sugar) food marketing.

Tra l’altro, i dati di Instagram non includono i minori di 13 anni che usano date di nascita false; quindi, questa cifra è probabile che sia una stima prudente.

I dati presentati qui dovrebbero informare le normative del marketing alimentare online per consentire ai bambini di partecipare al mondo digitale senza che la loro dieta sia compromessa.

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