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Sindrome da Alimentazione Notturna

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Bere acqua dell’acquedotto

Chi sono i più grandi bevitori di acqua minerali al mondo? Ovviamente gli Italiani, con 221 litri a testa ogni anno. Il tutto pari a 15 miliardi di bottiglie inquinanti presenti nelle nostre case e intorno a noi. Quando riusciremo a comprendere che l’acqua che arriva...

L’ enuresi notturna nel bambino

News. Esiste una relazione tra l' enuresi notturna nel bambino e l'ipertrofia adenoidea. In questo studio abbiamo trovato che metà dei bambini con enuresi notturna presentava ipertrofia adeno-tonsillare e che era significativamente più alta rispetto al gruppo di...

Zuccheri. bere solo latte o acqua

Il consumo di zuccheri, delle bevande zuccherate o bevande che contengono addolcitori calorici aggiunti (ad esempio saccarosio, sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio, concentrati di succo di frutta) nei bambini e negli adolescenti europei, supera le attuali...

Meteorismo intestinale e flatulenza

È esperienza comune che le emozioni possono influenzale l’attività gastrointestinale, provocando sintomi come flatulenza, dolori addominali non importanti e variabili accompagnati da irregolarità dell’intestino. Sono sintomi estremamente comuni e possono corrispondere...
Latte Sano, chi pensa Sano ama il buono della vita.

La dieta per chi va a scuola. Prima colazione, frutta e verdura.

Frutta e verdura influenzano positivamente la memoria e chi ne consuma ha risultati migliori nei test. Le bibite dolci sono invece associate a risultati scolatici peggiori.

Ebbene, partendo da questo assunto, è fondamentale, al mattino, non saltare la prima colazione.

Ma in pratica, come organizzarci e quale sarebbe la prima colazione “tipo”?

Iniziamo dicendo che il tè non rappresenta una colazione nutrizionalmente valida.

Può eventualmente essere assunto una volta la settimana, comunque integrato con prodotti da forno, alimenti spalmabili e frutta.

L’importante è sapere che:

  1. bere ogni mattina latte 100-200 ml oppure o 1 yogurt da 125 ml parzialmente scremato (intero fino ai 3 anni di vita), anche senza lattosio.
  2. Si anche ai cereali. In generale le fette biscottate hanno un contenuto calorico minore dei biscotti. Infatti alcuni biscotti superano anche le 550 kcal/100 g mentre l’apporto calorico delle fette biscottate è, in media, 400 kcal/100 g. Teniamo conto che il peso medio di un biscotto e/o di una fetta biscottata è pari a 6-8 grammi, anche se alcuni arrivano a 17 grammi. Sono sufficienti 2-3 biscotti frollini al giorno per fornire, in media, 100 kcal. Ma attenzione, tale consumo, se in eccesso rispetto ai bisogni e ripetuto ogni giorno, dopo 2 mesi comporterà un aumento di 1 kg di peso.
  3. I prodotti spalmabili a base di nocciole contengono, in media, il 30% di grassi ed un elevato apporto calorico (537 kcal/100 g).
  4. La marmellata, a parità di quantità, apporta meno della metà delle kcal (222 kcal/100 g). Il panorama dei prodotti da forno appare variegato ed in continuo aumento. Alcuni possono essere compatibili con una corretta alimentazione. Altri risultano troppo calorici per consentirne un’assunzione quotidiana.
  5. Prendete una buona abitudine: leggete attentamente le etichette nutrizionali!
  6. Il consumo di frutta può integrare in maniera valida la prima colazione. Infatti, pur essendo assunta regolarmente ai pasti, non è male assumere della frutta anche durante lo spuntino del mattino o del pomeriggio. La frutta, in genere, contiene circa 45 kcal ogni 100 grammi, con la sola eccezione di banane, fichi, uva, cachi, che ne forniscono, circa 65 ogni 100 grammi ed i mandarini che arrivano a 72 kcal/100 g. E’ sempre consigliabile assumere frutta di stagione: la conservazione per lunghi periodi della frutta comporta una perdita di vit. C pari al 100%.

In conclusione
Sostanze come i carboidrati, le proteine, la vitamina B6, il calcio, hanno un ruolo importante nella sintesi dei neurotrasmettitori (molecole attraverso le quali i neuroni comunicano fra loro) o come il ferro, essenziale per il trasporto dell’ossigeno al cervello, o gli acidi grassi della serie omega-3 (tipici dei pesci grassi: sgombro, salmone, sardine, alici) e in particolare l’acido docosaesaenoico (DHA) che è stato associato a miglioramenti nella concentrazione, nell’attenzione e nella memoria e a una riduzione dei tempi di reazione.

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