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L’ enuresi notturna nel bambino

News. Esiste una relazione tra l’ enuresi notturna nel bambino e l’ipertrofia adenoidea.

In questo studio abbiamo trovato che metà dei bambini con enuresi notturna presentava ipertrofia adeno-tonsillare e che era significativamente più alta rispetto al gruppo di controllo.

(The relationship of enuresis nocturna and adenoid hypertrophy. Balaban M. et al. Arch Ital Urol Androl. 2016 Jul 4;88(2):111-4).

Il termine enuresi indica una completa ed involontaria incontrollabilità della vescica, dopo i 5-6 anni.

Deriva dal greco “en-ourein” e letteralmente significa “urinare dentro”, sottintendendo urinare dentro il letto.

Colpisce il 15-20% dei bambini di 5 anni, il 5% dei ragazzini di 10 anni e l’1% di quelli di 15 anni.

Più frequente nei maschi (3:1) si calcola che, ogni anno che passa, 1 bambino su 7 che “bagna il letto” risolve il suo problema.

L’enuresi “essenziale” (non collegata ad altre malattie o anomalie), è definita primaria quando il bambino non ha mai smesso di fare la pipì a letto o secondaria quando il piccolo, in un primo tempo raggiunge il controllo della vescica, ma riprende in seguito a bagnare il letto, anche a distanza di molto tempo.

Le possibili cause dell’enuresi notturna sono:

  • malattie urinarie o anomalie neurologiche (2-3% dei casi)
  • vescica “ipersensibile” e/o “piccola”
  • ritardo della maturazione delle strutture e dei centri nervosi che regolano la funzione vescicale
  • ereditarietà (se i genitori hanno sofferto di enuresi, circa l’80% dei figli avrà tale disturbo)
  • ridotta secrezione notturna di ADH o ormone antidiuretico (la risposta alla desmopressina non è una prova di questa teoria, poichè il farmaco riduce la produzione di urine anche nei bambini con livelli normali di ADH)
  • sonno pesante
  • cause psicologiche
  • altre cause minori (allergie alimentari, stipsi).

Ci sono sempre maggiori evidenze che la enuresi notturna monosintomatica sia causata da uno squilibrio tra produzione notturna di urine e capacità vescicale funzionale, associate a un disturbo del risveglio.

L’enuresi secondaria (25% dei casi) è più facilmente legata a situazioni ambientali sfavorevoli, quali stati di ansia, angoscia, di disorientamento, dovuti a situazioni nuove e magari non ben accettate dal bambino (ad es. nascita del fratellino, un trasloco, ecc.).

Se il bambino non ha problemi psicologici, l’enuresi termina nel momento stesso in cui la situazione ritorna alla normalità. Nei casi in cui l’enuresi sia dovuta a stati di angoscia o insicurezza più vasti e importanti, chiaramente anche il fenomeno dell’enuresi sarà più lento a scomparire e necessiterà di maggiori attenzioni.

Casi tipici sono quelli in cui il bambino si senta trascurato e cerchi quindi di attrarre l’attenzione e la sollecitudine dei propri genitori in questa maniera.

Enuresi notturna nel bambino. Le terapie.

TERAPIA COMPORTAMENTALE 

MISURE INUTILI:

  • Ridurre la quantità di liquidi che il bambino beve la sera: tende a diminuire la naturale capacità della vescica.
  • Svegliare il bambino durante la notte e portarlo “di peso” in bagno: impedisce che si instauri la connessione tra sensazione di riempimento e risveglio.Nessun bambino guarisce (dall’enuresi) fino a quando non abbia imparato a svegliarsi spontaneamente, a localizzare il bagno e a farvi pipì.

ESERCIZI CHE INSEGNANO A TRATTENERSI (training vescicale)

  • allenamento: il bambino deve imparare a trattenere l’urina per un breve periodo dal momento in cui avverte lo stimolo della minzione. Da un periodo iniziale di 2 minuti, nell’arco di 1 mese si può arrivare ad un’attesa di 45 minuti. Per incentivare i bambini a partecipare possono essere stabiliti dei premi.
  • conteggio: può essere utile insegnare al bambino ad interrompere la minzione, contare fino a 3 e poi riprenderla fino a svuotare la vescica. Questo esercizio dovrebbe servire a potenziare lo sfintere esterno e i muscoli del pavimento pelvico.
  • autosuggestione (per i bambini più grandi): ogni volta che il bambino beve deve dire “Io voglio rimanere asciutto e posso farlo”. E ancora, quando è a letto, prima di addormentarsi ” mi sveglierò se avrò bisogno di andare in bagno”.

GLI ALLARMI PER L’ENURESI  </h3<

Possono essere impiegati per 2-3 mesi.

Non deve essere usato nei bambini con meno di 7 anni, perché occorre la loro partecipazione attiva.

Un allarme risulta particolarmente frustrante nelle situazioni in cui il bambino non si sveglia all’attivazione della suoneria.

Possono essere usati anche allarmi con vibrazioni.

I trattamenti con allarme sono in assoluto quelli con maggiori tassi di guarigione a lungo termine (60-85%).

Tuttavia il 10-30% dei bambini non accetta questo tipo di terapia.

Le famiglie che non possono permettersi un allarme per l’enuresi possono utilizzare una radio sveglia, un orologio sveglia o un orologio da polso con suoneria, programmati 3 ore dopo che il bambino è andato a letto.

D’altra parte alcuni bambini fanno la pipì addosso presto, nella fase di sonno profondo, quando è estremamente difficile imparare a svegliarsi.

In questi casi il trattamento di questi bambini deve prevedere allarme + farmaci.  Quando l’enuresi è regredita con i farmaci, è possibile ricominciare la terapia con l’allarme, scalando gradualmente le medicine.

Enuresi notturna nel bambino. Terapia farmacologica.

La desmopressina, analogo sintetico della vasopressina senza averne gli effetti sulla pressione arteriosa, riduce la produzione di urine aumentando la ritenzione di fluidi e la concentrazione delle urine a livello dei tubuli distali.

Il dosaggio di partenza (compresse al momento di andare a letto), può essere aumentato se il paziente non risponde.  Consente di ottenere risultati immediati in più di 2/3 dei bambini.

La desmopressina è controindicata nei pazienti con polidipsia abitudinaria, ipertensione o patologie cardiache.

I lievi effetti collaterali segnalati (<5% dei pazienti trattati) comprendono cefalea, dolore addominale, nausea e disturbi a livello nasale.

L’imipramina ha un effetto anticolinergico che aumenta la capacità vescicale con un effetto di tipo noradrenergico, che riduce l’eccitabilità del detrusore vescicale.

Conclusa la terapia, il tasso delle recidive era di solito superiore al 90%.

I sintomi di un sovradosaggio comprendono tachicardia ventricolare, coma e crisi convulsive.

In Gran Bretagna, l’imipramina è una delle cause più comuni di intossicazione letale nei bambini al di sotto dei 5 anni.

L’ossibutinina esercita un effetto anticolinergico, antispastico che riduce le contrazioni non inibite del detrusore.

Uno studio controllato ha rilevato che l’ossibutinina non aveva aumentato significativamente il numero delle “notti asciutte” in 30 bambini con enuresi notturna primaria.

In genere il tasso di guarigione è del 33% nei bambini con enuresi notturna polisintomatica (patologia dell’inibizione vescicale o vescica poco inibita o vescica instabile iperreflessica), che assumevano ossibutinina. Gli effetti collaterali sono secchezza delle fauci, flush, sonnolenza e stipsi.

Imipramina e desmopressina possono essere associati.

In generale il trattamento farmacologico dell’enuresi notturna non è curativo e, dopo la sospensione, la ricaduta è possibile.

Tuttavia, quest’opzione terapeutica può essere utile per limitare gli episodi ed i sintomi del disturbo, durante la rieducazione minzionale.

Enuresi notturna nel bambino. Conclusioni

È importante mantenere un atteggiamento corretto nei confronti del problema, evitando un’eccessiva apprensione e/o la colpevolizzazione del bambino.

Cercate, anzi, di fargli capire che anche molti suoi coetanei presentano lo stesso problema; questo per non angustiarlo oltre misura e permettergli di acquisire fiducia in sé stesso senza mortificazioni.

Coinvolgerlo anche nella pulizia quando bagna il letto, allo scopo di responsabilizzarlo.

Sempre a tal fine, non usare il pannolino e garantire la quantità e la qualità del sonno, senza sollecitare il bambino a svegliarsi per andare in bagno.

Comunque, nei casi in cui l’enuresi continuasse a manifestarsi anche oltre i 5-6 anni, è indispensabile il consulto dell’urologo pediatra.  

Tra i disordini più frequentemente associati all’enuresi e ai disturbi minzionali diurni c’è l’ADHD (Disturbo da deficit di attenzione/iperattività).

Altri disturbi neuropsichiatrici riscontrati in associazione sono: ansia da separazione, ansia sociale, fobie specifiche, ansia generalizzata, depressione, disturbo della condotta, disturbo oppositivo-provocativo.

Nei bambini enuretici si osserva anche un più alto tasso di dislessia e ritardo del linguaggio.

Enuresi notturna nel bambino. Consigli per i genitori:

  • Instaurare un sereno clima di dialogo con il proprio figlio, condividendo anche la propria eventuale esperienza a riguardo.
  • Rassicurare il bambino e dargli supporto, senza rimproverarlo, colpevolizzarlo, punirlo o deriderlo in presenza di parenti e amici.
  • Prestare attenzione alle sue richieste più o meno esplicite di aiuto.
  • Non vietare al bambino di dormire fuori casa, anzi incoraggiarlo, aiutandolo a ripetere le regole che segue a casa per non bagnare il letto e munirlo di un paio di mutandine extra.
  • Affrontare il problema senza perdere la calma, insieme al bambino, in modo che partecipi attivamente alla terapia.
  • Seguire i consigli comportamentali forniti dal Pediatra.

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