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Basso livello di vitamina D3

Questo articolo è una prestampa e non è stato certificato da peer review. Che cos'è una prestampa non revisionata? Prima della pubblicazione formale in una rivista accademica, gli articoli scientifici e medici sono tradizionalmente certificati da "peer review". In...

Disturbi dell’alimentazione (DA): cosa c’è da sapere

Disturbi dell’alimentazione (DA). Queste patologie si manifestano prevalentemente tra i 12 e i 25 anni, ma negli ultimi tempi è emerso un preoccupante aumento delle fasce di età coinvolte: attualmente circa il 20% dei pazienti ha un'età compresa tra gli 8 e i 14 anni....

Considerazioni su bambini e Covid-19

Bambini e Covid-19. Su questo punto i dati sono ormai consolidati e coerenti tra i diversi studi effettuati, in Paesi diversi e da diversi gruppi di ricerca: i bambini si ammalano poco, molto poco; e quando lo fanno, le manifestazioni cliniche sono lievi. Le eccezioni...

Dieta mediterranea e artrosi

Questo perché i risultati di molti studi di base, clinici ed epidemiologici sono arrivati a considerarlo come un fattore protettivo contro lo sviluppo di processi multipli come malattie cardiovascolari, diversi tipi di cancro, malattie neurodegenerative e persino...

ALIMENTAZIONE E PSICHE

È indubbio che esiste un forte tra alimentazione e psiche. La famiglia, oltre a trasmettere i caratteri genetici, influenza inevitabilmente il comportamento alimentare e questo “imprinting” familiare risulta particolarmente importante in età prescolare. Nelle famiglie...

I genitori hanno abdicato la loro ruolo di educatori

Molti genitori concedono l'uso dello smartphone ai propri figli come 'calmante'. Altri genitori ne permettono il possesso a partire dalla scuola primaria.

Ancor prima di analizzare il problema relativo a “cosa guardano i bambini online” bisognerebbe interrogarsi sul perché i bambini abbiano a disposizione potenti dispositivi come smartphone e tablet già in tenera età.

E in molti casi papà e mamme, ma anche nonni e baby sitter, lasciano che il lattante o il bambino piccolo giochi con il tablet.

Sono tutti comportamenti di cui non si devono sottovalutare le conseguenze: davanti allo schermo i bambini perdono infatti il ‘rispecchiamento emotivo’, che significa guardarsi negli occhi e pensare alla stessa cosa, ovvero uno degli aspetti indispensabili per sviluppare l’empatia, che è essenziale per crescere.

Perché accade tutto questo?

La mia impressione è che ormai i genitori abbiano abdicato al loro ruolo, e non riescono a dare regole precise – ne basterebbero poche, ma condivise da entrambi i genitori – circa la gestione di questi dispositivi.

Il risultato è che i bambini di oggi non hanno più diritto a un’infanzia ‘wifi-free’.

Il nucleo familiare spesso non aiuta:

frequentemente sono infatti i genitori a offrire ai bambini un pessimo esempio, perché sono i primi a essere continuamente collegati, sempre con lo smartphone in mano (e nell’altra, magari, l’amata sigaretta, anche quella elettronica).

Cosa pensate che faranno allora questi figli, una volta grandi? La pubblicità martellante, poi, arreca altri danni e con il passare degli anni la frequentazione dei coetanei fa il resto.

Molto spesso sento dire dai genitori: “Quando sta davanti al computer riesco a non pensarlo”.

Ma i bambini hanno bisogno di essere pensati. Genitori, pensateci».

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