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Autosvezzamento

Il divezzamento, anche detto (meno correttamente) svezzamento, descrive il periodo di tempo in cui una progressiva riduzione dell'allattamento al seno o dell'alimentazione con il latte formulato, lascia il posto ad una graduale introduzione di alimenti complementari...

Noci e malattie cardiovascolari (CHD).

(Ros E Br J Nutr. 2015 aprile; 113 Suppl 2: S111-20) In virtù della loro composizione unica, è probabile che le noci influiscano positivamente sulla salute cardiovascolare. Studi epidemiologici hanno associato il consumo di noci con una ridotta incidenza di CHD in...

Gamberi e uova sono dannosi per il colesterolo?

In particolare, negli Stati Uniti, circa uno su quattro decessi si verificano a causa di malattie cardiache. La causa principale del CVD è l'aterosclerosi, che è una condizione infiammatoria cronica legata dalla deposizione di colesterolo e dei tessuti fibrosi nelle...

L’importanza di giustopeso.it

Obiettivo. Esaminare l'impatto dell'influenza dei social media sul marketing degli alimenti (sani e malsani) sull'assunzione di cibo da parte dei bambini. Per questo sono stati esaminati 176 bambini (9-11 anni, media 10,5 ± 0,7 anni), assegnati in modo casuale a...

Il calcio nella dieta

E mangiare in maniera equilibrata significa soprattutto "ruotare" i cibi presenti nel mondo animale ed in quello vegetale. Anche per quanto riguarda i minerali è indispensabile variare giornalmente le pietanze. Il calcio è il minerale più abbondante dell'organismo, è...
Latte Sano, chi pensa Sano ama il buono della vita.

E quando il latte materno non è sufficiente?

Acura di Giorgio Pitzalis

Facile Facile?

Quando il latte materno non è sufficiente? Latte scremato, siero di latte demineralizzato in polvere, oli vegetali (palma, colza, girasole, mortierella alpina; contiene lecitina di soia), lattosio, sciroppo di galatto-oligosaccaridi (origine latte), concentrato di sieroproteine del latte, calcio carbonato, potassio cloruro, sali di calcio dell’acido ortofosforico, sodio citrato, olio di pesce, colina bitartrato, vitamina C, taurina, magnesio carbonato, inositolo, potassio citrato, solfato ferroso, stabilizzante: l(+)acido lattico, zinco solfato, citidina-5imonofosfato, uridina-5i-monofosfato, adenosina-5i-monofosfato, niacina, vitamina E, inosina-5i-monofosfato, acido pantotenico, complesso ramelisina, guanosina-5imonofosfato, tiamina, vitamina A, vitamina B6, potassio iodato, riboflavina, manganese solfato, acido folico, vitamina K1, sodio selenato, biotina, vitamina D3, vitamina B12. Con lc-pufa, gos e nucleotidi. Tutti questi componenti si trovano normalmente nei latti formulati.

IL LATTE
«Pensate che il pediatra (in qualunque contesto operi), che deve fare gli interessi del bambino che gli è affidato, debba sottolineare con i genitori anche l’aspetto economico di una qualsivoglia gestione della salute del bambino stesso quando, naturalmente, siano salvaguardati gli altri aspetti, qualitativi o altri? O si dovrebbe limitare a consentirne del primo latte che gli viene proposto dal genitore stesso?»

Stefano Miceli Sopo (pediatra)

MAMME, OSPEDALI E PEDIATRI

«Danno il latte che in quel momento devono “lanciare”, perché sono andati da loro i rappresentanti di una marca anziché un’altra… e poi fanno credere che sia un problema cambiare latte.

Io ho trovato un ospedale che mi ha segnalato un tipo di latte, ma che poi mi ha detto che posso dare alla bimba quello che volevo, e lo stesso ha detto il mio pediatra!»

IL LATTE

Doctors should choose and recommend only those infant formulas with compositions based on current scientific knowledge and on the nutritional requirements of infants. Berthold Koletzko (BMJ 2006)

COME ERAVAMO: STARTING E PROTEINE

A PROPOSITO

… ci ricordiamo quali sono le porzioni di alimenti proteici adeguate a un bambino di circa 10 mesi?

  • 10 g di carne macinata
  • una scaglia o un cucchiaio di parmigiano (5 g)
  • 10 g di ceci secchi

PROTEINE G/DL

OBESITÀ E PROTEINE

Una rassegna sistematica ha quantificato il rischio: un accrescimento ponderale maggiore di 2,5 kg (1sd) tra 0-12 mesi aumenta il rischio di obesità nell’infanzia del 97% e in età adulta del 23%.
Druet C al. Pediatr Perinatal Epidemiol. 2012

ALIMENTI FUNZIONALI NEI LATTI FORMULATI

  • prebiotici 10/180
  • probiotici 5/180
  • postbiotici 1/180
  • lcpufa 12/180
  • beta palmitato 19/180 (dal 20-60% in posizione beta)
  • nucleotidi 81/180
  • lattoferrina 7/180

Osmolarità: se è elevata aumenta il carico renale di soluti di un latte formulato, di per sé più elevato rispetto al latte materno.

COME ERAVAMO: PRE E PRO BIOETICI

PREBIOTICI

Definizione:

Un prebiotico è un componente alimentare non digeribile che influenza beneficamente il suo ospite stimolando selettivamente la crescita e/o l’attività di uno o di un numero limitato di batteri nel colon, migliorando così la salute dell’ospite (Gibson e Roberfroid 1995).

  • Oligosaccaridi del LM: lattosio + vari monosaccaridi (responsabili dell’alto potere bifidogeno del LM).
  • Galattooligosaccaridi (GOS): derivati dal lattosio.
  • Fruttooligosaccaridi (FOS): derivati dalla radice di cicoria, ma anche dalla sintesi del saccarosio.

Alcuni fanno rientrare nella categoria dei prebiotici anche altre sostanze, come i galatto-oligo-saccaridi (TOS) ed i soia-oligo-saccaridi (SOS).

Br J Nutr. 2015 may 14;113(9):1339-44. Oligosaccharides in infant formula: more evidence to validate the role of prebiotics. Vandenplas Y, Zakharova I, Dmitrieva Y.

Il microbiota gastrointestinale si differenzia tra i neonati nutriti artificialmente e allattati al seno.

Il latte materno è ricco di oligosaccaridi prebiotici e può contenere anche alcuni probiotici, ma le società scientifiche non raccomandano l’aggiunta di prebiotici oligosaccaridi o probiotici alla formula standard per l’infanzia.

Tuttavia, molte aziende di latte artificiale spesso aggiungono l’una o l’altra o entrambe.
Diversi tipi di oligosaccaridi prebiotici sono usati nella formula del bambino, tra cui galatto-oligosaccaridi, frutto-oligosaccaridi, polidestrosio e miscele di questi.

Gut microbes. 2014;5(6):681-7. Prebiotics in infant formula. Vandenplas y et al. British Journal of Nutrition. Volume 119, 14 april 2018, pp. 810-825. Infant formulae supplemented with prebiotics: are they better than unsupplemented formulae? An updated systematic review agata skórka et al.

La somministrazione di formule prebiotiche attualmente valutate ai bambini sani non solleva problemi di sicurezza per quanto riguarda la crescita e gli effetti avversi.

Sono possibili alcuni effetti clinici favorevoli, in primo luogo l’ammorbidimento delle feci, che può essere utile in alcuni neonati. Attualmente non esistono prove solide che raccomandino l’uso routinario di formule prebiotiche.

PROBIOTICI
Definizione: supplemento alimentare di microorganismi vivi che influenza beneficamente l’ospite migliorandone il bilancio microbico

  • Bifidobatteri = 91% microflora lattanti al seno; Gram+, sporigeni, anaerobi obbligati
  • Lattobacilli = 1% della microflora; Gram+, non sporigeni, anaerobi non obbligati
  • Streptococchi (quantità minime)
  • Saccharomices boulardii
  • Lattanti al poppatoio: bididobatteri 70%, E. Coli, clostridi e stafiloccocchi.

COME ERAVAMO: POSTBIOTICI E LCPUFA

POSTBIOTICI

I postbiotici altro non sono se non i prodotti metabolici di alcuni ceppi prebiotici. si tratta di sostanze che vanno ad agire in maniera indiretta sui tessuti dell’organismo ospite e/o su altri ceppi batterici contribuendo in questo modo a veicolare gli effetti positivi dei probiotici stessi.

I batteri che si sono dimostrati capaci di attività postbiotica sono alcuni bifidobacteri, alcuni lactobacilli (es. paracasei cba l74), escherichia coli nissle 1917, faecalibacterium prausnitzii e bacteroides fragilis.

Dagli studi condotti fino ad ora, pare di poter affermare che le sostanze postbiotiche prodotte da questi batteri esercitino effetti antinfiammatoria sulla mucosa intestinale. questo è il motivo per cui i ceppi batterici che li producono vengono comunemente utilizzati per la terapia delle malattie infiammatorie intestinali.

ALIMENTI FUNZIONALI NEI LATTI FORMULATI

  • prebiotici 10/180
  • probiotici 5/180
  • postbiotici 1/180
  • lcpufa 12/180 ←
  • beta palmitato 19/180 (dal 20-60% in posizione beta)
  • nucleotidi 81/180
  • lattoferrina 7/180

LONG CHAIN POLYUNSATURATED FATTY ACIDS (LCPUFA)

…there is a lack of consensus on the need for explicit recommendations on dietary intake for both dha and aa during the eary years of life.

Proc Nutr Soc. 2017 nov;76(4):568-573. The importance of dietary dha and ara in early life: a public health perspective. Forsyth s et al

Il precursore degli ω3 si chiama acido alfa linolenico (ala) (18:3ω3).

Il precursore degli ω6 è chiamato acido linoleico (la) (18:2ω6).

Tra gli lc-pufa ω3 l’acido eicosapentaenoico (epa 20:5ω3), l’acido docosapentaenoico (dpa 22:5ω3) e l’acido docosaesaenoico (dha 22:6ω3).

Tra i lc-pufa ω6 i più importanti sono l’acido gammalinolenico (gla 18:3ω6), l’acido diomogammalinolenico (dgla 20:3ω6), e l’acido arachidonico (aa 20:4ω6).

FOSFOLIPIDI DELLE MEMBRANE CELLULARI, TESSUTO NERVOSO E RETINA, IMMUNOMODULATORI.

Nel 2014 l’EFSA ha stabilito la natura obbligatoria del DHA la sua inclusione in alimenti per lattanti ad un minimo di 20 mg / 100 kcal e massimo 50 mg / 100 kcal.

Per quanto riguarda l’acido arachidonico, l’EFSA non ha stabilito un importo minimo negli alimenti per lattanti.

Tuttavia, a causa della sua presenza nel latte materno e che l’acido arachidonico (AA) può avere un ruolo nella crescita, diversi esperti hanno raccomandato la sua aggiunta agli alimenti per lattanti in concentrazione simile all’acido docosaesaenoico (DHA).

Nutr Hosp. 2017 oct 15;34(suppl 4):8-12. New ingredients in infant formula. Health and functional benefits de Almagro García m c et al.

ALIMENTI FUNZIONALI NEI LATTI FORMULATI

  • prebiotici 10/180
  • probiotici 5/180
  • postbiotici 1/180
  • lcpufa 12/180
  • beta palmitato 19/180 (dal 20-60% in posizione beta) ←
  • nucleotidi 81/180
  • lattoferrina 7/180

OLIO DI PALMA (FORNISCE AC. PALMITICO)

Il 3 maggio 2016 l’autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha posto la sua attenzione su 2 sostanze 3MCPD (3 monocloropropandiolo) e ge (glicidil esteri).

Questi contaminanti, pericolosi per la salute, si formano durante il processo di raffinazione degli oli vegetali, nelle fasi in cui si utilizzano alte temperature (sopra i 200 c°) e ne ha denunciato il rischio alimentare.

Il comunicato di EFS metteva l’accento anche sul fatto che l’olio di palma è, tra i diversi oli vegetali, quello più predisposto alla formazione di questi contaminanti (con una presenza di 33MCPD e GE mediamente dieci volte superiore) e che la popolazione europea assume con l’alimentazione una quantità eccessiva di questi contaminanti attraverso i cibi (latti, snack).

CARATTERISTICHE DEI LATTI ANTI-STIPSI

  • Acido palmitico in posizione sn-2 consente una ridotta formazione di saponi. nel latte materno l’acido palmitico è per il 70% esterificato nella posizione sn-2, mentre negli oli di origine vegetale, palma incluso, l’esterificazione è in posizione sn-1 e sn-3. nel primo caso viene assorbito di più, mentre nel caso dell’esterificazione sn-3 si formano dei complessi con il calcio che vengono eliminati.
  • presenza di oligosaccaridi non digeribili quali galattooligosaccaridi (gos) e frutto-oligosaccaridi (fos), che agiscono come fibre solubili rappresentando un substrato fermentabili da parte di specie microbiche, incrementando la presenza di bifidobatteri e lactobacilli.
  • presenza di proteine parzialmente idrolisate capaci di determinare un aumento dell’osmolarità del contenuto intestinale.

ALIMENTI FUNZIONALI NEI LATTI FORMULATI

  • prebiotici 10/180
  • probiotici 5/180
  • postbiotici 1/180
  • lcpufa 12/180
  • beta palmitato 19/180 (dal 20-60% in posizione beta)
  • nucleotidi 81/180 ←
  • lattoferrina 7/180

NUCLEOTIDI

  • sono presenti nella quota azotata non proteica del latte materno (10- 29 mg/l pari a 1-4 mg/100 kcal). 0.5-5% dell’azoto non proteico del lm (anp = 25% dell’azoto totale del latte materno).
  • sono metaboliti di vitale importanza in quanto implicati in molte funzioni cellulari (riproduzione cellulare di cute, mucosa intestinale, cellule ematiche, sistema immunitario).
  • sono sintetizzati nella cellula a partire da precursori quali aminoacidi, ribosio, formiato e co2.
  • costituiscono i precursori monomerici degli acidi nucleici (dna e rna), sono componenti di diversi coenzimi (nad, nadp, fad, coa) e rappresentano preziose riserve di energia (atp).
  • giocano un ruolo importante nella funzione immune, incrementando l’attività dei linfociti t e natural killer e favoriscono i normali processi di sviluppo, maturazione e riparazione del tratto gastrointestinale.

E QUINDI?

Nei bambini sani nati a termine , la supplementazione di nucleotidi rispetto a formule standard può influenzare la crescita o lo sviluppo neurocognitivo, e prevenire le allergie o le infezioni ?

Gli studi analizzati, e che presentano diversi limiti metodologici, non mostrano alcuna azione preventiva sulle infezioni né vantaggi sulla crescita di formule adattate arricchite con nucleotidi, peraltro in quantità quasi doppia rispetto a quella massima raccomandata dall’espghan, in bambini nati a termine e sani.

81/180 FORMULE CONTENGONO NUCLEOTIDI

ALIMENTI FUNZIONALI NEI LATTI FORMULATI

  • Prebiotici 10/180
  • Probiotici 5/180
  • Postbiotici 1/180
  • LCPUFA 12/180
  • Beta Palmitato 19/180 (DAL 20-60% IN POSIZIONE BETA)
  • Nucleotidi 81/180
  • Lattoferrina 7/180 ←

LATTOFERRINA

Quando i bambini allattati esclusivamente al seno sono stati integrati con latte fortificato con lattoferrina, sono stati osservati aumenti significativi del TBIC e dell’assorbimento del ferro nell’intestino.

Nutrition. 2015 feb;31(2):304-9. Iron metabolism in infants: influence of bovine lactoferrin from iron-fortified formula. KE C et al.

OLIGOSACCARIDI DEL LATTE UMANO (HUMAN MILK OLIGOSACCHARIDES) HMO

  • sono circa 200 e sono il terzo componente solido del latte materno dopo lattosio e lipidi: da 15-23 g/l nel colostro e si riducono a 1-10 g/l nel latte maturo.
  • HMO sono minimamente digerito nel tratto gastrointestinale e raggiungere il colon intatto, dove formano il microbiota.
    Una piccola frazione di hmo viene assorbita, raggiunge la circolazione sistemica e è escreto nelle urine. le hmo possono legarsi ai recettori della superficie cellulare espressi sulle cellule epiteliali e cellule del sistema immunitario e quindi modulare l’immunità neonatale nell’intestino infantile.
  • 50 kcal (10% della spesa calorica materna) per la sintesi degli oligosaccaridi.
  • gli HMO fucosilati rappresentano il 35-50%, i sialilati il 12-14% e non fucosilati neutri il 42-55%.
  • un solo tipo di HMO, il disialitatto-n-tetroso (dslnt), è protettivo rispetto al rischio di sviluppare enterocolite necrotizzante.
  • risultati mostrano associazioni tra il consumo di formula integrata con hmo e inferiore morbilità riferita dai genitori (in particolare bronchite) e uso di farmaci (antipiretici e antibiotici).

HMO: RICADUTE PRATICHE

  • l’aggiunta di oligosaccaridi con strutture specifiche può fornire una modulazione diretta delle risposte immunitarie e potenzialmente attenuare i sintomi o lo sviluppo di allergia alimentare.J Food Sci. 2018 feb;83(2):499-508. human milk oligosaccharides attenuate antigen-antibody complex induced chemokine release from human intestinal epithelial cell lines. Zehra S, et al.
  • il 2′-fucosyllactose (2’fl) è uno dei più importanti oligosaccaridi a catena corta è associato alla capacità anti-infettiva del latte umano.Effects of infant formula with human milk oligosaccharides on growth and morbidity: a randomized multicenter trial puccio, g. et al. Journal of Pediatric Gastroenterology and Nutrition. 2017:64;624–631

Nutr Rev. 2015 Jul; 73(7): 463–476. Clinical applications of bioactive milk components David R. Hill, David S. Newburg

LATTI BIOLOGICI: 7 FORMULE SU 180

HAMLET – a protein-lipid complex with broad tumoricidal activity biochem biophys res commun. 2017 jan 15;482(3):454-458. Ho Ics, Nadeem A, Svanborg C.

IL FUTURO PROSSIMO?

HAMLET (Human Alpha-lactalbumin Made Lethal to tumor cells) is a tumoricidal protein-lipid complex with broad effects against cancer cells of different origin.

L’efficacia terapeutica di HAMLET è stata dimostrata in modelli animali di glioblastoma, cancro della vescica e cancro intestinale.

Negli studi clinici,HAMLET ha dimostrato di colpire i papillomi della pelle e i tumori della vescica.

I risultati identificanoHAMLET come un nuovo farmaco candidato con promettente selettività per le cellule tumorali.

IN CONCLUSIONE

L’industria ha messo a disposizione di pediatri e genitori una gamma completa e complessa di 180 formule lattee per alimentare in maniera corretta il bambino sano o affetto da patologie allergiche o metaboliche.

Ovviamente il latte materno sarà sempre il gold-standard per il genere umano ma sarebbe ormai ora di porre fine a comportamenti scientificamente scorretti e derivanti dalla classica insipienza di certi medici o pediatri che, sollecitati anche dai genitori, consentono il precoce abbandono dei latti di proseguimento a incolpevoli lattanti ben prima del 12° mese di vita.

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