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Calendario 2016. Vaccinazione contro il meningococco C e ACYW135

Vaccinazione contro il meningococco C e ACYW135

La schedula adottata per la vaccinazione contro il meningococco C coniugato o con vaccino quadrivalente ACYW135 prevede una sola dose dopo il compimento del primo anno di vita (salvo casi di particolare rischio individuale, per i quali può essere considerata, limitatamente al vaccino monovalente, la schedula a 3 dosi al 3°, 5° e 13° mese di vita).

Poiché con questo calendario, a cavallo del primo anno di vita, è previsto che siano eseguite le vaccinazioni con esavalente, contro lo pneumococco, contro morbillo, parotite, rosolia, varicella, meningococco C /quadrivalente ACYW135 e contro meningococco B, viene suggerito che in una prima seduta vaccinale (11° mese) vengano eseguite in co-somministrazione le vaccinazioni esavalente + pneumococco, per le quali non è indispensabile aver compiuto il primo anno.

Mentre in una seconda e terza seduta, a una distanza di tempo qualsiasi (comunque dopo il compimento dell’anno), la co-somministrazione dei rimanenti vaccini sia effettuate secondo una delle possibili combinazioni riportate nello schema vaccinale.

E’ inoltre fortemente raccomandata una dose per i ragazzi nel dodicesimo anno di vita, tenendo conto dei dati epidemiologici che indicano chiaramente una ripresa del numero di casi all’adolescenza. L’indicazione alla vaccinazione nell’età adolescenziale permane anche per i ragazzi già immunizzati durante l’infanzia.

Infatti, è ormai dimostrato che la memoria immunologica indotta dal vaccino coniugato ricevuto nell’infanzia non è sufficiente ad eliminare il rischio di malattia invasiva nell’adolescenza, in quanto la risposta delle cellule B richiede almeno 5-7 giorni per attivarsi in maniera completa.
Troppi per essere efficace contro la rapida invasività di ceppi virulenti di meningococco non bloccati da un titolo anticorpale che potrebbe essere disceso al di sotto del livello minimo protettivo.

Il recente cambiamento del trend epidemiologico, che vede in aumento i casi di infezione da sierotipi Y e W135 anche in Italia, indica chiaramente l’introduzione del quadrivalente coniugato quale vaccino di elezione per il richiamo in età adolescenziale.

Dal momento che i dati sulla durata della protezione conferita dagli anticorpi battericidi sierici prodotti a seguito della vaccinazione indicano come dopo 5 anni dall’immunizzazione una rilevante quota di vaccinati non risulti protetta con certezza, si richiama la necessità di monitorare attentamente la situazione epidemiologica, al fine di verificare se sia opportuno nel prossimo futuro raccomandare anche l’effettuazione di una dose di vaccino quadrivalente coniugato ai 6 anni di vita.

In Italia sono disponibili due vaccini tetravalenti coniugati (A, C, W135, Y), motivo per il quale questi vaccini hanno completamente sostituito per tutte le indicazioni il precedente tetravalente polisaccaridico.

Il vaccino tetravalente coniugato (A, C, W135, Y) è raccomandato a tutti i soggetti a rischio affetti dalle seguenti patologie (con due dosi distanziate tra loro di almeno 8-12 settimane):

• talassemia e anemia falciforme
• asplenia funzionale o anatomica
• condizioni associate a immunodepressione (come trapianto d’organo o terapia antineoplastica, compresa la terapia sistemica corticosteroidea ad alte dosi)
• diabete mellito tipo 1
• insufficienza renale con creatinina clearance <30 ml/min
• infezione da HIV
• immunodeficienze congenite
• malattie epatiche croniche gravi
• perdita di liquido cerebrospinale
• difetti congeniti del complemento (C3, C5-9, Properdina, Fattore D, e Fattore H)
• difetti dei toll like receptors di tipo 4

Altre condizioni di vita che possono costituire indicazione alla vaccinazione con una sola dose sono la nuova assunzione quale militare in ferma volontaria, l’omosessualità maschile, e l’effettuazione di frequenti viaggi o il soggiorno in Paesi in cui la malattia meningococcica è iper-endemica o epidemica (es. “cintura della meningite” dell’Africa Sub-sahariana durante la stagione secca ), particolarmente se il contatto con la popolazione locale è prolungato.

(Fonte. Ministero della Salute)

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