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Trasmissione COVID-19 e bambini: non è colpa del bambino

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Tolleranza gastrointestinale

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Creatina per il trattamento della depressione

Creatina per il trattamento della depressione. Nonostante la diffusa disponibilità e utilizzo di antidepressivi convenzionali come gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) e gli inibitori della ricaptazione della serotonina-norepinefrina...

Antibiotici e celiachia

Antibiotici e Celiachia. Si ritiene che il microbiota intestinale sia coinvolto nella patogenesi della malattia celiaca, unitamente alla componente genetica. Il microbiota intestinale è fortemente influenzato dagli antibiotici sistemici, specialmente nelle prime fasi...

Baobab. L’albero del farmacista è salutare.

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Latte materno

Come allattare.

Latte materno: come allattare. Nella posizione classica la madre deve stare seduta comodamente, su una sedia bassa o con i piedi poggiati su uno sgabello, in modo che le ginocchia rimangano sollevate, affinché le gambe sostengano il bambino.

La madre non deve abbassare il busto sopra il bambino, ma viceversa è il bambino che deve essere portato al seno.

È importante che la madre e il bambino siano nella posizione detta ventre contro ventre, cioè che non sia il fianco del bambino orientato verso la madre, ma il torace e il ventre.

Il bambino sarà orizzontale, con il naso davanti al capezzolo e le ginocchia all’altezza dell’altra mammella, sostenuto da una o entrambe le braccia della madre.

L’orecchio, la spalla e l’anca del neonato saranno allineati.

Il neonato è attaccato correttamente quando:

  • la sua bocca è ben aperta ed il labbro inferiore è incurvato in fuori;
  • è più visibile l’areola al di sopra del labbro superiore rispetto al labbro inferiore (i dotti galattofori sono spremuti dal movimento della lingua);
  • il mento del neonato tocca il seno;
  • sono visibili lente e profonde suzioni;
  • il lattante deglutisce e non vi sono rumori o segnali di una suzione a vuoto;
  • la mamma, infine, non avverte dolore.

I vantaggi dell’allattamento materno sono sia fisici che psicologici: il bambino assume attraverso il latte materno nutrienti e anticorpi.

Inoltre il legame affettivo fra madre e bambino viene rafforzato grazie all’allattamento materno.

Nel caso la donna debba tornare a lavorare quando il bambino è ancora piccolo, è possibile spremere il latte materno (manualmente, o con gli appositi tiralatte reperibili in commercio) e conservarlo in frigorifero (un giorno) o nel congelatore (tre mesi) per poi somministrarlo al neonato, possibilmente con un bicchierino o un cucchiaino, o con il biberon.

Anche se questo metodo non risponde al bisogno di suzione non nutritiva, è comunque un ottimo metodo per permettere alla donna di allontanarsi dal bambino.

Quanto tempo si può conservare il latte materno?

Se è possibile, si consiglia di raccogliere il latte poco prima della poppata. La conservazione del latte materno fresco, estratto in modo igienicamente corretto e maneggiato con cura, è sicura per 4 ore a temperatura ambiente (15-25°C) e per 24-48 ore in frigorifero (+ 4°C). Se è previsto un periodo di conservazione più prolungato è necessario mantenere il latte in freezer a -20°C. La conservazione del latte congelato è consigliata per un periodo massimo di 3 mesi.

Tabella 2.1 Allattamento materno e false credenze. Non è vero che…

  • Il colostro non è sufficiente per prevenire l’ipoglicemia nei neonati a termine
  • Bisogna fare la “doppia pesata” nei primi giorni
  • Il latte della mamma può essere “leggero”
  • Le donne miopi non possono allattare
  • Nel sospetto di ittero da latte materno, il latte della mamma va sospeso
  • Il neonato di basso peso o il prematuro hanno bisogno di “latti speciali” e non di quello materno
  • Allattare frequentemente riduce la produzione di latte
  • Una madre deve bere latte per produrre latte
  • I bambini riescono ad ottenere tutto il latte di cui hanno bisogno nei primi 5-10 minuti dalla poppata
  • Le madri che allattano devono sempre usare entrambi i seni ad ogni poppata
  • L’allattamento frequente può portare alla depressione “post-partum”
  • Alcuni bambini sono allergici al latte della propria madre.

 

Latte materno

Settembre 2017 – Pag.13-22

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