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Insonnia del bambino: cosa fare.

Il sonno è come la salute. Solo quando lo perdiamo ci accorgiamo della sua importanza.

Insonnia del bambino. Che dire poi del sonno dei nostri bambini? Il problema, di colpo, si amplifica. E allora cosa fare? Cerchiamo di dare qualche indicazione dapprima comportamentale.

I più comuni disturbi del sonno sono l’incapacità o indisponibilità ad addormentarsi da soli, la paura al momento di coricarsi con rifiuto di andare a dormire, la resistenza al sonno ed i risvegli notturni frequenti e gli incubi.

D’altra parte le cause che determinano l’insorgenza o il persistere dei disturbi del sonno sono il difficile adattamento della famiglia alle regole della “buona nanna”.

A questo riguardo deve saper intervenire il pediatra di famiglia e dare delle corrette indicazioni per una valida “road sleep”.

Consigli per il sonno del bambino da 1 a 3 anni:

  • Attenzione a non eccitarlo troppo, sia con alimenti che con bevande che contengono caffeina e teofillina (per esempio, coca-cola, cioccolata, tè).
  • Alcuni giochi, specie quelli di movimento, possono essere eccitanti e interferire con l’addormentamento. Meglio evitarli da una a due ore prima dell’orario abituale di addormentamento.
  • Consigliate le vecchie canzoncine o ninna-nanne anche se la voce della madre è comunque la musica migliore.
  • Il bagno può risultare eccitante per alcuni bambini: dovrebbe essere spostato in un altro orario della giornata se poi il piccolo presenta difficoltà dell’addormentamento.
  • Se il bambino piange, andate vicino ma non colmatelo di attenzioni. Rassicuratelo con un piccolo massaggio. Non accendete le luci forti, e mantenete il tono della voce al minimo senza fare confusione.
  • La temperatura della stanza deve essere mantenuta ad un livello confortevole (intorno a 20°). Temperature troppo elevate disturbano il sonno.
  • Il bambino non deve essere mai troppo coperto e il letto non deve essere troppo grande: il bambino deve poter cercare un bordo per appoggiarsi.
  • Evitate i teli paracolpi: non permettono al bambino di esplorare e controllare l’ambiente quando è sdraiato.
  • Non tenete oggetti che possono essere pericolosi nel lettino.
  • L’orario di addormentamento serale e di risveglio al mattino dovrebbe essere mantenuto costanti, sempre alla stessa ora.
  • Evitate di farlo bere troppo prima e durante la notte.
  • I sonnellini diurni troppo frequenti e troppo lunghi, specie nelle ore serali, dovrebbero essere evitati.
  • Aiutate il bambino ad associare il letto con il sonno; evitate se possibile di farlo addormentare in braccio o in altri luoghi per poi metterlo nel lettino. Quando si sveglierà si troverà in un posto che non riconosce subito e vorrà ritornare fra le braccia del genitore per riaddormentarsi.
  • Resistete alla tentazione di usare il ciuccio o il biberon per farlo addormentare.
  • Mettete il bambino nel lettino ancora sveglio e dategli un oggetto affettivo per addormentarsi.

Tutto questo andava scritto e è giusto leggerlo. Ma se, nonostante tutto e le buone pratiche messe in atto per un adeguato sonno del bambino, “non funzionano?

Ecco arrivare in aiuto dei genitori appositi integratori alimentari, che il pediatra può indicare ai genitori esausti ed insonni.

Ovviamente ogni caso deve essere valutato singolarmente ed è quindi corretto discuterne con tranquillità nell’ambito delle periodiche visite di controllo del bambino.

Sono diversi i prodotti impiegati dalla farmacopea a questo riguardo. In linea di massima sono riconducibili a quattro integratori: L-triptofano, passiflora, melissa, melatonina.

Insonnia del bambino: cerchiamo di saperne di più.

Triptofano.

Il triptofano è un aminoacido essenziale per l’organismo umano.

Migliora l’umore, aiuta a dormire meglio, diminuisce l’appetito. Data la nostra incapacità di sintetizzarlo autonomamente, il triptofano deve essere assunto attraverso gli alimenti: ne sono ricchi i legumi, le carni, il pesce, i latticini e le uova.

Particolarmente noti per l’elevato contenuto in triptofano sono il cioccolato, le arachidi, il latte/yogurt, i formaggi.

Per questo i livelli di triptofano nel sangue sono particolarmente bassi nelle persone intolleranti al lattosio.

Il fabbisogno quotidiano nell’adulto è stimato in 3-3.5 mg/kg. Dato che se ne trovano, tanto per citare qualche esempio, ben 56 mg in 10 grammi di parmigiano reggiano e 240 mg in un etto di pollo, l’apporto alimentare di triptofano è normalmente superiore rispetto al fabbisogno.

Oltre ad essere un amminoacido chiave nella sintesi proteica, il triptofano rappresenta il punto di partenza per la sintesi di alcune sostanze biologiche, come la serotonina e la niacina.

La serotonina è un neurotrasmettiore sostanzialmente eccitatorio, sintetizzato attraverso una via metabolica chiamata triptofano idrossilasi (dal nome di un enzima coinvolto in tale pathway). Nota anche come “ormone del buonumore”, la serotonina può essere convertita in melatonina, importantissima nella regolazione del ciclo sonno-veglia.

Passiflora.

La Passiflora incarnata favorisce il rilassamento (sonno; in caso di stress) ed il benessere mentale oltre a favorire l’eliminazione dei gas intestinali.

I costituenti chimici contenuti nella passiflora sono molteplici, fra questi, suscitano un particolare interesse i flavonoidi, poiché si ritiene che le proprietà sedative attribuite alla pianta siano riconducibili proprio alla presenza di queste sostanze.

Alla passiflora vengono attribuite proprietà sedative che risulterebbero utili nel trattamento degli stati caratterizzati da irrequietezza e da insonnia da essa derivante. Alla pianta vengono inoltre ascritte proprietà antispastiche che sembrerebbero utili nel far rilassare la muscolatura contratta in caso di disturbi spastici, ad esempio, del tratto gastrointestinale.

Melissa.

La Melissa officinalis oltre a favorire il rilassamento e il benessere mentale e il normale tono dell’umore, favorisce l’eliminazione dei gas intestinali. Viene usata con efficacia nelle somatizzazioni viscerali dell’ansia, avendo un duplice ruolo di antispastico e sedativo al tempo stesso.

Melatonina.

La melatonina contribuisce alla riduzione del tempo richiesto per prendere sonno con l’assunzione, poco prima di coricarsi, di 1 mg di melatonina.

La melatonina è un ormone secreto prevalentemente, ma non solo, da una piccola ghiandola presente nel cervello, chiamata ghiandola pineale o epifisi.

La melatonina è molto bassa durante i primi tre mesi di vita e senza notevoli differenze tra livelli notturni e diurni. Dal 4-6 mese i livelli di melatonina aumentano gradualmente con un picco a 3 anni. La sua produzione diminuisce con l’età a causa della calcificazione dell’epifisi

Insonnia del bambino

I disturbi del sonno si possono suddividere in due principali categorie.

Da una parte troviamo tutte quelle persone che fanno molta fatica a prendere sonno ma che quando si addormentano portano a termine il loro riposo.

Vi sono invece soggetti che si addormentano facilmente ma che si svegliano nel cuore della notte o nelle prime ore della mattina senza poi riuscire a riaddormentarsi.

La melatonina si è dimostrata efficace soprattutto nel primo caso dove agisce andando a ripristinare i naturali ritmi biologici dell’organismo.

L’efficacia della melatonina nella cura del jet lag è stata ampiamente documentata. Si tratta infatti del campo di applicazione più studiato ed in cui la melatonina si è dimostrata più efficace.

In conclusione, oltre a praticare giuste metodiche di addormentamento diversi integratori nutrizionali, possono concorrere ad una serena “notte familiare”.

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