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La tosse psicogena nel bambino

La tosse psicogena, si caratterizza per il timbro metallico e per gli accessi, che si presentano solo quando il bambino è sveglio e che per lo più si evocano in presenza dei genitori, degli insegnanti o di operatori sanitari. Non ha eziologia organica ma si manifesta...

I latti di crescita

Ad esempio, l'eccesso proteico precoce (quota energetica > 14% tra 6 e 24 mesi), conduce ad un aumento della concentrazione dei fattori di crescita (IGF-1). Quindi dell'insulina, con un’ipertrofia ed una iperplasia delle cellule adipose, nonché ad una stimolazione...

Probiotici e Covid-19

Da dicembre 2019, diversi casi di polmonite di eziologia sconosciuta sono stati segnalati a Wuhan, nella provincia di Hubei, in Cina. Il 7 gennaio 2020, un nuovo coronavirus è stato identificato da un campione di tampone della gola di un paziente dal Centro cinese per...

Efficacia del Lactobacillus rhamnosus GG

L'Organizzazione mondiale della sanità e il Fondo internazionale per le emergenze dei bambini delle Nazioni Unite definiscono la diarrea come più di tre feci molli o acquose durante un periodo di 24 ore. Una durata di 14 giorni è il criterio proposto per distinguere...

Covid-19 e mascherine di protezione: quale scegliere?

In Italia è definito dall’UNI, l’Ente nazionale italiano di unificazione. Le norme relative ai dispositivi di protezione per le vie respiratorie sono elaborate a partire dagli standard europei di riferimento (EN) e, a seconda della conformità alle diverse normative,...

L’ adolescenza e la bellezza costruita

L’adolescenza è l’età della vita interposta tra fanciullezza ed età adulta.

È collocabile tra i 12-14 e i 18-20 anni, ed è caratterizzata da una serie di cambiamenti fisici e psicologici che possono rendere i ragazzi più fragili e confusi.

È importante considerare che in questa fase di transizione lo sviluppo psicologico-emozionale avviene in ritardo rispetto allo sviluppo fisico.

La necessità di essere “indipendenti” e il bisogno di figure di riferimento al di fuori della famiglia, facilitano il nascere della socialità verso i 13-14 anni.

Iniziano sentimenti quali ansia, sensi di colpa, vergogna, pulsioni (ad es. la libido) e muta il rapporto dell’adolescente con il proprio corpo.

Sempre in questa fase della vita l’aspetto fisico assume un’importanza molto rilevante, influenzati come sono da media, social e chat.

Gli adolescenti, inevitabilmente, assumono come figure di riferimento modelli estetici perfetti e, desiderando migliorare il proprio aspetto o correggere difetti reali o immaginati, ricorrono sempre più frequentemente a trattamenti di medicina e/o di chirurgia estetica, a volte consigliati perfino dal nucleo familiare.

Proprio questi atteggiamenti ossessivi e che tendono verso un’estetica immaginaria e indotta, possono influire negativamente sullo sviluppo psicologico-emozionale, perché intervengono in un momento delicato della formazione del Sé quale è l’adolescenza, rischiando così di determinare una scarsa autostima, insicurezza e atteggiamenti patologici quali anoressia/bulimia fino ad arrivare ad una vera e propria dismorfofobia.

La dismorfofobia è propriamente una fobia che nasce da una visione distorta che si ha del proprio aspetto esteriore, causata da un’eccessiva preoccupazione della propria immagine corporea.

È anche la paura del brutto, la preoccupazione ossessiva di essere o diventare brutti ed è un disturbo legato alle “trasformazioni”, tipiche della pubertà.

Le insoddisfazioni corporee, tipiche dell’ adolescenza riguardano difetti reali o immaginari del viso come capelli, rughe, acne o imperfezioni quali la couperose, forme o dimensioni di occhi, bocca, labbra, denti ma anche altre parti del corpo, che possono diventare motivo di forte preoccupazione.

Da un’indagine effettuata nel 2015 dalla SIME (Società italiana di Medicina Estetica) tramite la compilazione di un questionario, su un campione di 2265 partecipanti di cui 880 maschi (38,9%) e 1385 femmine (61,1%) di età compresa tra i 13 e i 18 anni, sono emersi alcuni dati:

  • Il concetto di bellezza è dettato da canoni di armonia e proporzione della figura in egual misura per ragazzi e ragazze (con prevalenza per le femmine) di “modelli” appartenenti al mondo dello spettacolo.
  • Farebbe uso della medicina estetica il 49,2% degli adolescenti mentre il 31,3% del campione ricorre alla chirurgia estetica con prevalenza delle femmine; il 15% ha già fatto uso di trattamenti di medicina estetica per acne, riduzione dei peli superflui o smagliature.
  • Il 12,6% dei familiari suggerisce ai ragazzi interventi di estetica.

I trattamenti più richiesti sono:

  • acne 57%
  • smagliature 16%
  • ipertricosi 12%
  • cellulite 15% (in quest’ultimo caso sono solo donne)

Il 15% delle femmine e il 3,3% dei maschi ha già fatto trattamenti di medicina estetica per curare l’acne, ridurre i peli superflui e le smagliature.

Hanno fatto ricorso alla chirurgia estetica il 5,3% dei maschi e l’1,9% delle femmine per interventi su naso, orecchie, seno.

Tra gli adolescenti con bulimia nervosa, le ragazze hanno fatto trattamenti di medicina estetica in maggioranza nelle regioni del Nord Italia e i ragazzi che si sono sottoposti a trattamenti di chirurgia plastica erano spesso insoddisfatti della propria altezza; entrambi i gruppi mostravano bassa autostima.

Le ragazze intervistate erano disposte, in futuro, a sottoporsi a interventi chirurgici per dimagrire. Almeno il 50% del campione sarebbe disposto ad un accanimento terapeutico.

Fondamento della medicina estetica, soprattutto nell’età adolescenziale, è la cosmesi.

Sono state indagate le abitudini cosmetologiche, tramite un questionario, dal quale sono emersi i seguenti dati:

Il 90% degli intervistati usa un detergente al mattino.

Di questi le ragazze il sapone nel 52% dei casi, il 20% il detergente della madre e solo il 18% un detergente specifico.

I ragazzi si serve del sapone nel 70% dei casi e nel 30% di prodotti specifici per l’acne.

Solo il 53% degli adolescenti usa il detergente la sera con prevalenza delle femmine (48%), usato per struccarsi.

In generale seguono, con maggior precisione, i trattamenti consigliati per l’acne rispetto a quelli per la terapia della cellulite.

Le ragazze acquistano le creme nel 63% dei casi al supermercato e nel 37% in profumeria; i ragazzi usano i prodotti consigliati dalle madri. Le femmine, invece, seguono prevalentemente i consigli delle amiche e della pubblicità. Quindi per i maschi esistono o le madri o la pubblicità.

Il trucco è più frequente tra le giovanissime 14-16 anni.

Le adolescenti usano fondotinta, gloss e mascara con particolare attenzione alle labbra e sono disposte a spendere nell’84,3 % dei casi più per un prodotto cosmetico da trucco che per una buona crema.

In questa nuova e crescente richiesta di trattamenti di estetica, spesso lontani dal reale benessere che tale disciplina dovrebbe fornire (dove l’apparire domina l’essere), si rende sempre più necessaria una figura professionale di riferimento che sappia indirizzare gli adolescenti verso il corretto stile di vita e la giusta terapia che sono alla base della salute e della vera bellezza.

È quindi fondamentale la figura del pediatra, che segue e conosce l’evoluzione del bambino fino all’adolescenza, e che è in grado di seguire il meraviglioso percorso della crescita.

È auspicabile che acquisisca una esperienza anche in medicina estetica intesa non come trattamento che muta la figura ma come la medicina che cura l’inestetismo in quanto sintomo di un disturbo reale.

Infatti solo curando la patologia reale si può raggiungere la cura dell’imperfezione, il vero senso del bello e realizzare così il compito della medicina estetica in adolescenza.

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