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Uova e colesterolo

Le malattie cardiovascolari (CVD) contribuiscono a oltre 17 milioni di decessi all'anno a livello globale, che rappresentano quasi la metà di tutti i decessi per malattie non trasmissibili. Le malattie cardiovascolari sono principalmente causate dall'aterosclerosi....

Il coronavirus e i bambini

Nel dicembre 2019, un gruppo di casi di polmonite, che in seguito furono dimostrati essere causati da un nuovo coronavirus (chiamato "2019-nCoV"), è emerso nella città di Wuhan, nella provincia di Hubei, in Cina. Al 30 gennaio 2020, 9692 casi confermati e 15.238 casi...

Dieta senza glutine

La celiachia è un’intolleranza permanente al glutine. Quindi la dieta senza glutine serve per eliminare le sostanze proteiche presenti nei cereali come il grano, l’orzo, la segale e il farro. Continua ad aumentare, seppur gradualmente, il numero di persone cui viene...

Le diete vegetariane

Le diete vegetariane sono in forte espansione e, sebbene queste diete siano state collegate ad alcuni benefici per la salute, la bassa biodisponibilità di alcuni micronutrienti negli alimenti vegetali può comportare il rischio di carenze nutrizionali, il che rende...

15-17 anni. Non lasciamoli soli.

Finalità del progetto adolescenti di Giustopeso Italia #nonlasciamolisoli Attivare una rete integrata di professionisti specializzati nella prevenzione e nel trattamento del disagio e dei comportamenti a rischio negli adolescenti ansia depressione dipendenze disturbi...

I sapori della psicologia

La fame è un bisogno fisiologico connesso con la sopravvivenza.

Il bisogno di nutrirsi, invece, eccede l’esigenza primitiva di sazietà e necessita di ingredienti emotivi, relazionali, mentali e comportamentali.

Sin dalle prime fasi di vita il cibo evoca sensazioni viscerali, contribuisce a definire l’identità, perché parla della nostra storia e, spesso, diventa un atto sociale e di comunicazione. Questo perché ciascuno di noi vive con il cibo una vera e propria relazione intima e personale, ispirata da fattori e abitudini culturali, sociali e familiari.

Mi riferisco a rapporti dal sapore dolce – consolatorio o dall’aspetto pesante – “anestetizzante” di qualunque disagio affettivo, a storie contrassegnate dal bisogno di riempire o di rifiutare e di svuotarsi.

Potremmo immaginare il “nutrimento” come un impasto armonioso, insaporito da ingredienti psicologici che vanno compresi, assaporati, dosati per non alterare il gusto degli alimenti ingeriti.

La conoscenza di questi aspetti diventa poi primordiale nelle condizioni patologiche dei disturbi del comportamento alimentare e delle significative forme di obesità, per evitare di ricorrere al cibo (o al digiuno) come strumento per comunicare o per regolare vissuti disfunzionali.

I sapori della psicologia nasce dunque dalla volontà di aiutare i lettori a sviluppare una consapevolezza alimentare, ad entrare in contatto con le proprie abitudini e i propri bisogni nelle diverse età evolutive (dal periodo prenatale alla terza età) e nei diversi contesti di vita.

In un’ottica di promozione alla salute e di prevenzione al disagio alimentare, verrà data particolare rilevanza al periodo infantile e adolescenziale.

La capacità di appagare i morsi della “fame emotiva” rappresenta un passaggio cruciale, soprattutto nella crescita dei bambini ed è per questo che ritengo che ogni genitore debba mettersi in una posizione di ascolto e acquisire gli strumenti necessari per comprendere i propri vissuti emozionali e per accogliere in maniera funzionale i bisogni nutritivi del figlio.

Il “nutrimento affettivo” si alimenta già durante la vita prenatale, all’interno di un rapporto fusionale, viscerale. Con la nascita del bambino si traccia inevitabilmente un passaggio che, solitamente, prevede un dialogo armonioso tra l’istinto materno del prendersi cura del neonato e la predisposizione del nascituro a farsi accudire e nutrire.

Sin dalla nascita, i bambini presentano schemi individuali di nutrizione che devono convivere con le aspettative e i modelli alimentari dei genitori e trovare il loro spazio naturale di espressione all’interno dei diversi contesti di riferimento (famiglia, scuola, ecc.).

Questi primi passaggi evolutivi diventeranno, in adolescenza e nell’età adulta, promotori della capacità del prendersi cura di sé e di occuparsi della propria salute psicofisica, oppure fautori di forme patologiche.

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