NEW

La dieta mediterranea e ADHD in bambini e adolescenti.

Sebbene il disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD) sia stato correlato a carenze di nutrienti e diete "malsane", abbiamo ipotizzato che una scarsa aderenza ad una dieta mediterranea sarebbe positivamente associata ad un aumento della diagnosi di ADHD....

Disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD)

Cosa è noto su questo argomento dedicato al disturbo da deficit di attenzione e iperattività: I modelli dietetici non salutari (di solito ricchi di grassi saturi, zuccheri raffinati e alimenti trasformati e poveri di frutta e verdura) sono spesso associati a disturbo...

Al mattino, fai sempre colazione: ti conviene!

Si presume che conferisca una serie di benefici per la qualità della dieta, la salute e le prestazioni cognitive e accademiche. Quindi, fai sempre colazione! Bambini e adolescenti che consumano abitualmente la colazione hanno maggiori probabilità di avere una migliore...

La terapia della colica infantile: quale probiotico funziona?

La colica infantile o l'eccessivo pianto da causa sconosciuta è una condizione gravosa che colpisce circa 1 neonato su 5 di età inferiore a 3 mesi. È più comunemente definito dai criteri Wessel rappresentati da pianto e/o agitazione per più di 3 ore al giorno per più...

Sport e salute: attenzione al rene

Ma attenzione, a proposito di sport e salute: tra il 6 e il 10% dei clienti di una palestra usano droghe e ormoni per aumentare le prestazioni, altro che Sport e salute. In popolazioni selezionate, come sollevatori di pesi e culturisti, l'abuso di queste sostanze è...
Latte Sano, chi pensa Sano ama il buono della vita.

I sapori della psicologia

La fame è un bisogno fisiologico connesso con la sopravvivenza.

Il bisogno di nutrirsi, invece, eccede l’esigenza primitiva di sazietà e necessita di ingredienti emotivi, relazionali, mentali e comportamentali.

Sin dalle prime fasi di vita il cibo evoca sensazioni viscerali, contribuisce a definire l’identità, perché parla della nostra storia e, spesso, diventa un atto sociale e di comunicazione. Questo perché ciascuno di noi vive con il cibo una vera e propria relazione intima e personale, ispirata da fattori e abitudini culturali, sociali e familiari.

Mi riferisco a rapporti dal sapore dolce – consolatorio o dall’aspetto pesante – “anestetizzante” di qualunque disagio affettivo, a storie contrassegnate dal bisogno di riempire o di rifiutare e di svuotarsi.

Potremmo immaginare il “nutrimento” come un impasto armonioso, insaporito da ingredienti psicologici che vanno compresi, assaporati, dosati per non alterare il gusto degli alimenti ingeriti.

La conoscenza di questi aspetti diventa poi primordiale nelle condizioni patologiche dei disturbi del comportamento alimentare e delle significative forme di obesità, per evitare di ricorrere al cibo (o al digiuno) come strumento per comunicare o per regolare vissuti disfunzionali.

I sapori della psicologia nasce dunque dalla volontà di aiutare i lettori a sviluppare una consapevolezza alimentare, ad entrare in contatto con le proprie abitudini e i propri bisogni nelle diverse età evolutive (dal periodo prenatale alla terza età) e nei diversi contesti di vita.

In un’ottica di promozione alla salute e di prevenzione al disagio alimentare, verrà data particolare rilevanza al periodo infantile e adolescenziale.

La capacità di appagare i morsi della “fame emotiva” rappresenta un passaggio cruciale, soprattutto nella crescita dei bambini ed è per questo che ritengo che ogni genitore debba mettersi in una posizione di ascolto e acquisire gli strumenti necessari per comprendere i propri vissuti emozionali e per accogliere in maniera funzionale i bisogni nutritivi del figlio.

Il “nutrimento affettivo” si alimenta già durante la vita prenatale, all’interno di un rapporto fusionale, viscerale. Con la nascita del bambino si traccia inevitabilmente un passaggio che, solitamente, prevede un dialogo armonioso tra l’istinto materno del prendersi cura del neonato e la predisposizione del nascituro a farsi accudire e nutrire.

Sin dalla nascita, i bambini presentano schemi individuali di nutrizione che devono convivere con le aspettative e i modelli alimentari dei genitori e trovare il loro spazio naturale di espressione all’interno dei diversi contesti di riferimento (famiglia, scuola, ecc.).

Questi primi passaggi evolutivi diventeranno, in adolescenza e nell’età adulta, promotori della capacità del prendersi cura di sé e di occuparsi della propria salute psicofisica, oppure fautori di forme patologiche.

Precedenti

Successivi

Share This

Share this post with your friends!