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La dieta mediterranea e ADHD in bambini e adolescenti.

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ZUCCHERI, DOLCIFICANTI E DINTORNI

Attenti, gli zuccheri sanno nascondersi bene. Bere un litro di cola è come mangiare 20 zollette di zucchero d’un colpo!
Anche gli zuccheri in eccesso si trasformano in grassi.

Tutte le bibite industriali (aranciata, cola, sciroppi…) contengono grandi quantità di zuccheri, e dovete tenerne conto per la giusta dose giornaliera.

SACCAROSIO

È il comune zucchero bianco ed è formato dall’unione di due zuccheri semplici: glucosio e fruttosio. Il suo valore calorico è di 4 kcal per grammo.

SACCARINA

E’ il dolcificante sintetico più antico ed utilizzato nel mondo.
E’ 300-500 volte più dolce del saccarosio; resiste al calore e può essere utilizzata nei comuni impieghi alimentari.

Non è metabolizzata dall’organismo, non dà calorie e non dà luogo a rialzi glicemici, può quindi essere utilizzata tranquillamente nel diabetico.

A causa del suo tipico retrogusto amaro metallico, è sempre meno usata da sola come dolcificante, ma più spesso assieme ad altri, che migliorano il gusto ed aiutano a far massa.

La DGA (dose giornaliera ammissibile) = 0-2,5 mg/kg di peso corporeo.

ASPARTAME

L’aspartame è formato da due aminoacidi: acido aspartico e la fenilalalina, naturalmente presente in molti cibi.
Pur dando 4 kcal per grammo (come lo zucchero), poiché dolcifica circa 200 volte più del saccarosio, ne basta pochissimo per dolcificare.

Non influisce sulla glicemia e può quindi essere utilizzato con sicurezza dai diabetici.
A causa della sua instabilità nelle soluzioni acquose ed alle alte temperature, non può essere utilizzato nei prodotti da forno ed in molte bevande.

Questo dolcificante è controindicato nei soggetti affetti da fenilchetonuria.

La DGA è di 0-40 mg/kg.

ACESULFAME POTASSIO

Simile alla saccarina ma non ne ha il caratteristico retrogusto amaro. Dolcifica 130-200 volte più dello zucchero.

Non dà calorie ed è adatto quindi sia nel diabete che nelle diete dimagranti.
Può essere utilizzato nei prodotti da forno.

La DGA è 0-9 mg/kg.

CICLAMATI

E’ di 25-50 volte più dolce dello zucchero. Non dà calorie.
Adatto nei diabetici. Alcuni studi hanno mostrato una certa tossicità.

DGA = 0-11 mg/kg.

SORBITOLO

E’ presente in natura in diversi frutti e piante (pere, mele, sorbo degli uccellatori, ecc.).
Pur avendo le stesse calorie dello zuccchero, essendo assorbito solo in parte, fornisce circa la metà delle calorie del saccarosio ed è adatto ai diabetici.

I suoi effetti collaterali sono gli effetti lassativi che compaiono dopo certe dosi (50 grammi nell’adulto). Controindicati nella prima infanzia.
La diarrea avviene per effetto osmotico.

Il sorbitolo è ampiamente utilizzato dall’industria alimentare e farmaceutica (gomme, caramelle, prodotti per diabetici, sciroppi per la tosse).
Non produce carie, è ipocalorico, non è fermentabile, tende a fissare aromi e colori.

XILITOLO

Nell’organismo è convertito a glucosio e glicogeno. Avrebbe un’azione anticarie.
Per quantità superiori a 50 grammi si manifestano effetti lassativi.

MALTITOLO

E’ formato da glucosio e sorbitolo. Poiché solo il 25% è metabolizzato dall’organismo, ha un basso potere calorico e può essere utilizzato dai diabetici.
Non è cariogeno, nei prodotti da forno e dolciari fa “massa”.

E’ molto utilizzato nel cioccolato “ senza zucchero”, nei panettoni, gelati, gélée.
Un consumo di maltitolo superiore ai 20-30 g/die, potrebbe dare effetti lassativi.

ISOMALTITOLO

Viene metabolizzato dall’organismo a glucosio (50%), sorbitolo (25%) e mannitolo (25%).
Solo la metà del glucosio da esso derivato è metabolizzato e può dare energia.

Per questo motivo viene considerato ipocalorico e può essere utilizzato nei diabetici.
Non è cariogeno ed alte dosi possono causare effetti lassativi.

LATTITOLO

Viene metabolizzato dall’organismo a galattosio e sorbitolo. Dosi superiori a 50 grammi possono causare diarrea.

FRUTTOSIO

Il fruttosio fa parte del saccarosio.
In natura ci sono molti frutti che ne contengono buone quantità (uva, mele, prugne, datteri, ciliegie, arance, ecc.). Anche il miele ne è una buona fonte.

Pur possedendo le stesse calorie dello zucchero (4 kcal per grammo), dolcifica 1,7 volte di più, e quindi può essere utilizzato in minore quantità.
L’interesse nei suoi confronti nasce anche dal fatto che per essere metabolizzato ha bisogno di meno insulina, e la sua somministrazione, entro certe dosi, non incrementa la glicemia.

Il fruttosio è assorbito rapidamente ma non provoca bruschi rialzi glicemici come lo zucchero e il destrosio (glucosio), che invece provocano tramite l’insulina la rapida caduta della glicemia.

In conclusione

Insomma, i dolcificanti possono essere naturali o artificiali.
Su alcuni si sono espressi dubbi, altri sono stati approvati entro certi limiti. Alcuni dolcificanti non contengono calorie, mentre altri contengono la stessa energia dello zucchero normale.

Leggete la confezione: dovrebbe essere chiara.

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