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Probiotici: indicazioni per una scelta informata

I probiotici vengono frequentemente prescritti anche nei bambini. Vediamone le differenze.

Lactobacillus acidophilus (johnsonii) LA1

Il Lactobacillus acidophilus (johnsonii) LA1, ha mostrato una efficacia (81% di remissione di gastrite pilorica contro il 71% della sola cura antibiotica) in corso di gastriti da Helicobacter Pylori.

Il Lactobacillus acidophilus trova utile impiego, inoltre, in preparati per la cura e la prevenzione sia nella Sindrome del Colon Irritabile che nelle varie forme di diarrea, soprattutto in associazione ad altri probiotici quali il Lactobacillus GG rhamnosus ed il Saccharomyces boulardi.

Lactobacillus GG (rhamnosus)

Il Lactobacillus GG (rhamnosus) è stato dimostrato ridurre significativamente la severità e la durata della diarrea da rotarovirus, e ridurre gli episodi diarroici associati a colite da Clostridium difficile.

Esistono inoltre evidenze sperimentali che possa ridurre l’infiammazione intestinale associata ad allergie intestinali (compresa l’allergia al latte dei neonati: i neonati allattati al seno che assumono L. GG presentano un miglioramento significativo della dermatite atopica), mentre sono in corso studi sul suo utilizzo nella cura delle diverticoliti.

In 9 studi clinici condotti alla fine degli anni ’90 su bambini ospedalizzati trattati con Bifidobacterium spp e Streptococus thermophilus e valutati quotidianamente per episodi di diarrea e antigeni anti rotavirus, gli autori hanno riportato significativi e confortanti risultati: solo 7% di sviluppo delle condizioni diarroiche dei bambini trattati con probiotici contro il 31% dei trattati con placebo.

L.casei Shirota

Il L.casei Shirota possa tollerare il passaggio attraverso lo stomaco e giungere vivo e attivo nell’intestino, prerequisito fondamentale per definire un ceppo batterico probiotico.

È stato osservato però che il ceppo LcS non aderisce in modo permanente alle pareti intestinali e pertanto, dopo 2-3 settimane dall’ultima assunzione, esso non è più isolato dalle feci.

Ciò suggerisce la necessità di continuare a ripristinare quotidianamente il probiotico al fine di mantenerlo in quantità sufficientemente elevate all’interno dell’intestino.

Le alterazioni della flora intestinale causano meteorismo e dolori addominali.

In un recente studio italiano sul trattamento della Sindrome da Contaminazione Batterica Intestinale (SIBO), 60 pazienti sono stati suddivisi in due gruppi randomizzati.

Nel primo sono state somministrate spore di Bacillus clausii per un mese 3 volte al giorno, nel secondo un farmaco antibiotico con un’azione disinfettante dell’intestino.

I risultati dimostrerebbero che l’efficacia dei due trattamenti è sovrapponibile. La germinazione delle spore di clausii porta ad una regolazione del sistema immunitario ed ad un effetto di competizione antagonista con la microflora patogena.

Le capacità del Bacillus clausii di stimolare il sistema immunitario nell’intestino tenue, quando è in fase germinativa, sembrano giocare un ruolo anche nel lenire i sintomi allergici in particolare in bambini atopici, sia influenzando direttamente la sintesi di anticorpi come le IgA, sia influenzando l’attività del tessuto linfoide intestinale.

Lactobacillus Reuteri

E’ una delle poche specie di lattobacilli endogene del tratto gastrointestinale dell’uomo. Influenza positivamente la colonizzazione intestinale ed è stato rinvenuto nei prelievi bioptici a livello di stomaco, duodeno e ileo, in cui svolge un’attività immunomodulatoria.

In uno studio pubblicato sulla rivista Pediatrics (gennaio 2007) il ceppo è stato indagato per valutarne l’efficacia nel trattamento delle coliche infantili.

La supplementazione con Lactobacillus reuteri si è dimostrata più efficace, rispetto al trattamento con Simeticone, nel ridurre significativamente non soltanto la durata, ma anche l’intensità e la frequenza delle coliche.

Lactobacillus Fermentum

Studi circa l’attività antinfettiva del Lactobacillus Fermentum riguardano il trattamento delle infezioni intestinali e uro-genitali, ad esempio da Candida albicans e Clostridium difficile.

Bifidobacterium infantis

Un miglioramento altamente significativo (maggiore del 20%) nella riduzione di dolori addominali, gonfiore, tensione, evacuazione incompleta e riduzione di massa gassosa nelle feci di donne affette da IBS (irritable bowel sindrome o sindrome del colon irritabile) è stato dimostrato mediante la somministrazione di Bifidobacterium infantis.

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