NEW

Autosvezzamento

Il divezzamento, anche detto (meno correttamente) svezzamento, descrive il periodo di tempo in cui una progressiva riduzione dell'allattamento al seno o dell'alimentazione con il latte formulato, lascia il posto ad una graduale introduzione di alimenti complementari...

Noci e malattie cardiovascolari (CHD).

(Ros E Br J Nutr. 2015 aprile; 113 Suppl 2: S111-20) In virtù della loro composizione unica, è probabile che le noci influiscano positivamente sulla salute cardiovascolare. Studi epidemiologici hanno associato il consumo di noci con una ridotta incidenza di CHD in...

Gamberi e uova sono dannosi per il colesterolo?

In particolare, negli Stati Uniti, circa uno su quattro decessi si verificano a causa di malattie cardiache. La causa principale del CVD è l'aterosclerosi, che è una condizione infiammatoria cronica legata dalla deposizione di colesterolo e dei tessuti fibrosi nelle...

L’importanza di giustopeso.it

Obiettivo. Esaminare l'impatto dell'influenza dei social media sul marketing degli alimenti (sani e malsani) sull'assunzione di cibo da parte dei bambini. Per questo sono stati esaminati 176 bambini (9-11 anni, media 10,5 ± 0,7 anni), assegnati in modo casuale a...

Il calcio nella dieta

E mangiare in maniera equilibrata significa soprattutto "ruotare" i cibi presenti nel mondo animale ed in quello vegetale. Anche per quanto riguarda i minerali è indispensabile variare giornalmente le pietanze. Il calcio è il minerale più abbondante dell'organismo, è...
Latte Sano, chi pensa Sano ama il buono della vita.

Più latte e formaggi

Tre porzioni al giorno di di formaggi non magri per ridurre la mortalità e il rischio di malattie cardiovascolari.
È quello che è emerso da un recente studio in relazione al consumo giornaliero di latticini.

Più latte e formaggi aiutano a diminuire il rischio di mortalità

Il risultato dello studio pubblicato sulla rivista The Lancet sul consumo quotidiano di latticini ci dicono proprio questo.

Più latte e i formaggi nella nostra alimentazione fanno bene alla nostra salute

L’indagine è stata condotta su un campione di 136.000 persone, appartenenti a 21 paesi diversi, che sono stati seguiti per circa nove anni.
Inizialmente sono stati sottoposti loro dei questionari abbastanza dettagliati incentrati sulla loro alimentazione.

Da questi sono emerse poi quattro categorie di gruppi suddivisi in base al consumo giornaliero di latticini:

  • gruppo a zero consumo (28.674)
  • gruppo da meno di una porzione (55.651)
  • gruppo da 1-2 porzioni (24.423)
  • gruppo da oltre 2 porzioni (27.636)

Durante il periodo di monitoraggio gli epidemiologi hanno registrato inoltre tutti i decessi del campione in esame con le rispettive cause di morte.

Il risultato?

Rispetto al gruppo che non mangiava per niente latticini, il gruppo con un consumo più alto ha presentato tassi inferiori di mortalità:

  • per tutte le cause (3,4% vs 5,6%)
  • per le cause non cardiovascolari (2,5% vs 4%)
  • per le malattie cardiovascolari (0,9% vs 1,6%)

Ma a quanto equivale una porzione di latticini?

Semplicemente ad un bicchiere di latte, un vasetto grande di yogurt, una fetta di formaggio da 15 grammi o ad un cucchiaino di tè da burro.
Nulla di esagerato insomma!

Stando alle parole di Mahshid Dehghan della McMaster University in Canada, principale esponente della ricerca:

“I nostri risultati sostengono l’idea che il consumo di latticini possa proteggere da morte e patologie cardiovascolari, specialmente nei paesi a basso e medio reddito dove, attualmente, il consumo di questi alimenti è ben più limitato rispetto a nord America ed Europa”.

Precedenti

Successivi

Share This

Share this post with your friends!