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Zuccheri. bere solo latte o acqua

Il consumo di zuccheri, delle bevande zuccherate o bevande che contengono addolcitori calorici aggiunti (ad esempio saccarosio, sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio, concentrati di succo di frutta) nei bambini e negli adolescenti europei, supera le attuali...

Meteorismo intestinale e flatulenza

È esperienza comune che le emozioni possono influenzale l’attività gastrointestinale, provocando sintomi come flatulenza, dolori addominali non importanti e variabili accompagnati da irregolarità dell’intestino. Sono sintomi estremamente comuni e possono corrispondere...

Il rigurgito del lattante

Diagnosi: Presenza in un lattante di età compresa tra 3 settimane e 12 mesi di 2 o più episodi di rigurgito al giorno per 3 o più settimane con assenza di conati di vomito, ematemesi, aspirazione, apnea, arresto di crescita, difficoltà ad ingoiare o a deglutire o...

La melatonina

I disturbi del sonno sono molto diffusi nei bambini e, senza un adeguato trattamento, possono diventare cronici e durare per molti anni. La definizione di insonnia è la difficoltà ripetuta di addormentarsi (più di 30 minuti a notte), sonno insufficiente (meno di 8...

Ginecomastia adolescenziale

Dovrebbe essere differenziato dalla pseudo ginecomastia (seno grasso) che è comunemente visto nei maschi obesi a causa della maggiore deposizione di grasso senza proliferazione ghiandolare. La ginecomastia adolescenziale può causare imbarazzo e disagio emotivo nei...
Latte Sano, chi pensa Sano ama il buono della vita.

La dieta senza glutine: necessità, moda o business? Parte quinta.

L’ingestione di glutine fa si che le difese immunitarie reagiscano nei suoi confronti

L’ingestione di glutine fa si che le difese immunitarie reagiscano nei suoi confronti, contrastandolo e provocando di conseguenza un processo infiammatorio che interessa l’apparato digerente e altre zone dell’organismo.

Tutto ciò può provocare:

    • dolore addominale;
    • gonfiore;
    • stanchezza;
    • diarrea

Può essere comunque un problema transitorio, destinato a risolversi spontaneamente, seguendo una dieta priva di glutine.

Il limite nella identificazione reale di questa condizione è correlato al possibile “overlap diagnostico” con condizioni cliniche quali la celiachia, le allergie alimentari, la sindrome del colon irritabile e/o sindromi psicosomatiche.

E’ pertanto necessario provvedere ad una diagnosi completa del disturbo, eseguendo degli esami specifici, costituiti da Prick-test, Rast-test o altro per escludere allergie o intolleranze (ad esempio al lattosio).

Per tutti questi buoni motivi, attenzione a non eliminare, senza controllo medico, pane e pasta dall’alimentazione di tutti i giorni.

Alcuni ricercatori hanno messo in dubbio la NCGS, attribuendo gran parte dei sintomi presenti in questi pazienti al ruolo dei FODMAPs (fermentable oligo- di- e monosaccharides and polyols) contenuti nella dieta.

Si tratta di carboidrati a corta catena poco assorbibili che causano distensione del lume intestinale. Le fonti più comuni sono:

  • il grano;
  • i cereali (ricchi di fruttani);
  • il latte;
  • i legumi;
  • il miele;
  • la frutta (ciliegia, melone, mango, pera);
  • gli ortaggi (cicoria, barbabietola, finocchi, porri)

In questa coorte di pazienti, il ruolo dei FODMAPs è stato dimostrato attraverso un challenge in doppio cieco e dopo avere escluso qualunque forma di allergia IgE-mediata.

Infine, non sembra secondario nella patogenesi di questa sindrome il ruolo di alcuni additivi alimentari come glutammato, benzoato, solfiti e nitrati che vengono aggiunti a molti prodotti commerciali per varie ragioni (per esaltare il gusto, colore e come conservanti).

La NCGS non correla con l’aplotipo HLA-DQ2 e DQ8 della celiachia, sebbene questo tipo di HLA sia presente nel 46% dei soggetti. Questa percentuale è tuttavia comparabile a quella della popolazione generale (30%), ma di gran lunga inferiore ai soggetti celiaci (99% dei casi).

In conclusione, il clinico deve avere la capacità di guidare il paziente attraverso un adeguato approccio diagnostico considerando la variabilità di una sintomatologia clinica spesso di difficile definizione sul piano oggettivo.

La pratica del “senza glutine” non deve essere implementata in assenza di oggettive valutazioni sul piano diagnostico.

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