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Le vitamine come nutrienti

Le malattie legate ad uno stato di denutrizione, un tempo comuni, sono oggi l’eccezione, almeno nei paesi industrializzati.

Anche i micro-costituenti della dieta, quali le vitamine, la cui scarsa introduzione fino a qualche decennio fa era causa di deficit o addirittura di vere e proprie sindromi carenziali, hanno risentito favorevolmente del cambiamento delle abitudini alimentari da aumentato benessere.

Esistono in pratica due grandi gruppi di vitamine:

  • idrosolubili

  • liposolubili

Tra le vitamine idrosolubili la vit. B1 è presente principalmente nelle:

  • carni
  • legumi
  • patate
  • frutta

La vitamina B2

  • carni
  • pesce
  • latte
  • uova)

La vitamina B6

  • carni
  • fegato
  • tuorlo d’uovo
  • latte
  • legumi verdi
  • frutta

La vitamina B12

  • carni
  • latte
  • formaggi

La vitamina PP

  • carni
  • pesce
  • cereali

L’acido folico

  • carni
  • uova
  • formaggi
  • legumi
  • patate
  • cereali

Le vitamine liposolubili sono:

La vitamina. A

  • fegato
  • burro
  • latte
  • formaggi
  • uova

La provitamina A

  • carote
  • spinaci
  • cavoli
  • albicocche

La vitamina D

  • fegato
  • burro
  • latte
  • formaggi
  • uova

La vitamina E

  • olio di arachidi e di oliva
  • ortaggi verdi
  • germe di cereali

La vitamina K

  • spinaci
  • cavoli

Tuttavia, per alcune di queste vitamine possono ancora oggi verificarsi situazioni di carenza marginale.

Non raramente infatti gli apporti alimentari di vitamine possono essere insufficienti nelle fasi di rapido accrescimento e sviluppo corporeo o in situazioni contingenti di aumentato fabbisogno, ad esempio per una attività fisica intensa.

Ciò è tanto più probabile se l’alimentazione abituale, come spesso succede, si basa su una esigua varietà di cibi o sull’uso prevalente di derrate alimentari a lungo conservate prima del consumo o sottoposte a maturazione artificiale o comunque tecnologicamente trasformate, cosicché il loro reale contenuto vitaminico risulta essere sensibilmente diminuito.

L’esposizione al calore o quella alla luce, l’ossidazione, la cottura degli alimenti determinano una perdita elevatissima di vitamine attive, specie di quelle idrosolubili.

La sterilizzazione del latte comporta una diminuzione del 30 % del contenuto di vit. B1 e di vit. B6 e del 50 % del contenu¬to di vit. B12 mentre la conservazione della frutta e della verdura comporta una perdita pressoché totale di vit.C.

Esistono poi malattie intestinali che comportano un malassorbimento oppure per interazioni con farmaci o tossici ca¬paci di ridurre o alterare la capacita di utilizzazione dei nutrienti nell’organismo.

Ad esempio gli olii minerali, usati come las¬sativi, determinano perdita fecale delle vitamine liposolubili.

Tra uno stato ottimale di nutrizione ed uno di carenza manifesta si possono riconoscere molteplici situazioni intermedie il cui si¬gnificato fisiologico o patologico rimane incerto.

Tanto più perché il processo di depauperamento vitaminico dell’organismo è in genere graduale e lento.

Tale processo può essere schematicamente suddiviso in sei stadi evolutivi.

Il primo stadio corrisponde al periodo di bilancio negativo tra apporto nutrizionale di una certa vitamina ed il suo fabbisogno, com¬pensato dal progressivo depauperamento delle riserve corporee; l’escrezione urinaria della vitamina spesso diminuisce mentre i li¬velli ematici sono ancora nei limiti della norma.

Nel secondo stadio si ha una caduta netta dell’escrezione urinaria di vitamina ed un’iniziale alterazione dei livelli ematici e tissutali.

Il terzo stadio è caratterizzato dalla diminuzione delle concentrazioni ematiche, urinarie e tissutali di vitamina e dalla ridotta attività di enzimi vitamino-dipendenti, metaboliti od ormoni.

Possono già comparire sintomi aspecifici quali malessere, insonnia, inappetenza, modificazioni dell’umore e delle performances mentali, alterazioni delle risposte immunitarie.

II quarto stadio è caratterizzato dalla comparsa delle alterazioni morfologiche e funzionali proprie della carenza.

Quindi, se questa non viene prontamente ed adeguatamente curata, la malattia carenziale diverrà conclamata ed il quadro sarà dominato dei classici sintomi e segni specifici.

Nel quinto stadio la sintomatologia è ancora reversibile.

Nel sesto stadio, il corredo sintomatologico vitamino-dipendente è irreversibile.

Secondo questo schema, la carenza vitaminica rappresenta un problema di salute già al terzo stadio e a questo stadio deve essere riconosciuta e curata.

In conclusione una dieta variata, comprensiva ovviamente di frutta e verdura multicolore, è indispensabile per evitare questi come altri problemi ed evitare costosi supplementi vitaminici.

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