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Basso livello di vitamina D3

Questo articolo è una prestampa e non è stato certificato da peer review. Che cos'è una prestampa non revisionata? Prima della pubblicazione formale in una rivista accademica, gli articoli scientifici e medici sono tradizionalmente certificati da "peer review". In...

Disturbi dell’alimentazione (DA): cosa c’è da sapere

Disturbi dell’alimentazione (DA). Queste patologie si manifestano prevalentemente tra i 12 e i 25 anni, ma negli ultimi tempi è emerso un preoccupante aumento delle fasce di età coinvolte: attualmente circa il 20% dei pazienti ha un'età compresa tra gli 8 e i 14 anni....

Considerazioni su bambini e Covid-19

Bambini e Covid-19. Su questo punto i dati sono ormai consolidati e coerenti tra i diversi studi effettuati, in Paesi diversi e da diversi gruppi di ricerca: i bambini si ammalano poco, molto poco; e quando lo fanno, le manifestazioni cliniche sono lievi. Le eccezioni...

Dieta mediterranea e artrosi

Questo perché i risultati di molti studi di base, clinici ed epidemiologici sono arrivati a considerarlo come un fattore protettivo contro lo sviluppo di processi multipli come malattie cardiovascolari, diversi tipi di cancro, malattie neurodegenerative e persino...

ALIMENTAZIONE E PSICHE

È indubbio che esiste un forte tra alimentazione e psiche. La famiglia, oltre a trasmettere i caratteri genetici, influenza inevitabilmente il comportamento alimentare e questo “imprinting” familiare risulta particolarmente importante in età prescolare. Nelle famiglie...

Dismorfofobia e disturbi dell’alimentazione

Molte persone sono insoddisfatte del loro aspetto fisico, e ovviamente questo di per sé non rappresenta un sintomo di interesse psichiatrico.

La semplice insoddisfazione per il proprio aspetto, diviene patologica quando i pazienti dismorfofobici ritengono che gli altri siano consapevoli della loro deformità fino al punto che l’ansia e la preoccupazione portano ad un disturbo della funzionalità sociale.

L’intera vita del paziente può essere sconvolta fino ad arrivare ad un isolamento sociale estremo e, in rari casi, a suicidi o tentati suicidi.

“La preoccupazione è cosi’ esclusivamente concentrata su un aspetto del corpo, vissuto come deformato, ripugnante, inaccettabile e ridicolo, che l’intera esistenza di un individuo e’ dominata da questa preoccupazione e nient’altro ha più significato “.
(Jahrreiss , Ipocondria della bellezza – 1930)

I disturbi dell’alimentazione possono essere secondari alla dismorfofobia come conseguenza di un’alterata percezione del corpo.

E’ possibile ipotizzare due diversi “percorsi” che associano l’anoressia nervosa al dismorfismo.

  • Da un lato è infatti ragionevole pensare che l’anoressia sia una conseguenza del dismorfismo, come tentativo di controllare il proprio peso corporeo al fine di rendere il corpo adeguato al proprio ideale.
  • Dall’altro lato è possibile ipotizzare il percorso diametralmente opposto, ovvero della dismorfofobia come conseguenza dell’anoressia. Oggi la dismorfofobia è comunque considerata un “criterio diagnostico” dell’anoressia nervosa.

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