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Probiotici e Covid-19

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Efficacia del Lactobacillus rhamnosus GG

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Covid-19 e mascherine di protezione: quale scegliere?

In Italia è definito dall’UNI, l’Ente nazionale italiano di unificazione. Le norme relative ai dispositivi di protezione per le vie respiratorie sono elaborate a partire dagli standard europei di riferimento (EN) e, a seconda della conformità alle diverse normative,...

Dieta mediterranea e morbo di Alzheimer

Dieta mediterranea e morbo di Alzheimer.

La malattia di Alzheimer (AD) è la causa più comune di demenza negli adulti, in media l’11% e aumenta con l’età tanto che è tra le prime 10 cause di morte di questa fascia di età; rappresenta una questione importante sia per i costi sociali che per la salute pubblica, poiché l’aumento dell’aspettativa di vita della popolazione è correlata inevitabilmente allo sviluppo del deterioramento cognitivo.

I fattori di rischio associati all’AD sono classificati come modificabili e non modificabili.

I fattori modificabili includono malattie cardio-metaboliche come diabete mellito di tipo 2 (DM II), sindrome metabolica (SM), dislipidemia, ipertensione arteriosa e obesità, quest’ultima correlata a stile di vita sedentario, mancanza di attività fisica e dieta sbilanciata.

I dati tratti dalla metanalisi di Profenno et al. (Biol Psychiatry 2010; 67 (6): 505-12.), rivelano che l’obesità aumenta del 20% il rischio di soffrire di AD.

A causa della grande quantità di tessuto adiposo presente nella maggior parte di questi pazienti, si verificherà una maggiore generazione di citochine pro-infiammatorie, aumentando lo stress ossidativo.

La dislipidemia aumenta il rischio di malattie cardiovascolari e cerebrovascolari, che costituiscono fattori di rischio per l’AD.

In particolare, è stato osservato che negli adulti, tra i 40 e i 64 anni, l’ipertensione è correlata ad un aumentato rischio di compromissione cognitiva, demenza e AD.

I fattori di rischio sopra descritti possono essere gestiti e prevenuti mantenendo uno stile di vita sano, che è correlato a una corretta dieta ed esercizio fisico.

Sulla base di ciò che è stato osservato attraverso vari studi, si raccomanda il consumo e l’elevata aderenza a una dieta mediterranea.

Dieta mediterranea e morbo di Alzheimer

Negli anni ’60, i risultati di uno studio epidemiologico condotto da Ancel Keys in cui sono stati analizzati gli aspetti dietetici e lo stile di vita delle persone, hanno mostrato che la popolazione che viveva vicino al Mar Mediterraneo aveva una minore incidenza di malattie cardiovascolari. U

na dieta mediterranea si traduce in una dieta ricca di verdure, frutta, legumi, cereali e olio d’oliva, un basso apporto di carne rossa e grassi saturi, un consumo moderato di pesce e uova, accompagnando i pasti con spezie e un basso apporto di vino a quantità moderata.

Le abitudini alimentari possono quindi avere conseguenze significative nella prevenzione o lo sviluppo di malattie come AD.

In questo modo i risultati di una serie di studi epidemiologici hanno collegato un’elevata aderenza alla dieta mediterranea con una maggiore longevità, una minore prevalenza di malattie croniche e una riduzione del 10% del rischio di eventi cardiovascolari, oltre a ridurre il rischio di deficit cognitivo indipendentemente dal fatto che la persona svolga regolarmente o meno attività fisica.

Oltre alla dieta, è stato stabilito che svolgere attività fisica su base regolare provoca un aumento del flusso sanguigno, migliora l’ossigenazione e l’apporto di glucosio a livello cerebrale, oltre ad attivare fattori di crescita che promuovono un aumento della densità capillare cerebrale.

La stimolazione cerebrale e l’attività intellettuale attraverso giochi, puzzle, cruciverba e promozione della lettura può avere un ruolo abilitante nella protezione contro lo sviluppo di AD.

L’infiammazione svolge un ruolo preponderante nella patogenesi di entrambe le malattie (AD e SM).

L’effetto antinfiammatorio osservato in pazienti con elevata aderenza alla dieta mediterranea si traduce in una diminuzione dei marker infiammatori a livello del plasma come la proteina Creattiva ultrasensibile (PCR us).

Il consumo di alimenti che forniscono acidi grassi omega-3 è associato alla riduzione del rischio di demenza e compromissione cognitiva, dovuta all’integrazione di acido eicosapentaenoico (EPA) e DHA attraverso la dieta, che hanno effetti anti-infiammatori e sono essenziali per corretto funzionamento sia neuronale che cerebrale.

Nei pazienti con AD, è stato osservato un ridotto livello plasmatico di DHA e uno studio ha stabilito che un aumento di questo si correla significativamente con una diminuzione prossima al 39% del rischio di ammalarsi di AD (Otaegui-Arrazola A et al. Eur J Nutr 2014; 53 (1): 1-23).

L’assunzione di frutta e verdura consente l’incorporazione nel corpo di composti con attività antiossidante, che sono correlati a una riduzione dei livelli di PCR e omocisteina.

Dieta mediterranea e stress ossidativo.

I radicali liberi e le specie reattive dell’ossigeno che si generano nel corpo sono normalmente neutralizzati da molecole endogene; tuttavia questo equilibrio antiossidante è alterato nelle patologie legate all’età, come l’AD, favorendo una maggiore produzione di specie ossidative che sono associati a danno neuronale.

La dieta mediterranea contribuirebbe a ridurre lo stress ossidativo, ad esempio l’olio d’oliva contiene micronutrienti che hanno potenziali effetti antiossidanti, oltre ad avere acidi grassi monoinsaturi che hanno effetti benefici sulla pressione sanguigna e sul profilo lipidico. Insieme sono in grado di migliorare la DM e ridurre il rischio di trombosi.

L’alcol potrebbe accentuare lo stress ossidativo, quindi è essenziale regolare la quantità in cui viene consumato.

Una meta-analisi di numerosi studi effettuati ha dimostrato che l’alcool, ingerito moderatamente, è correlato a un minor rischio di sviluppare AD.

L’effetto antiossidante del vino rosso è dovuto alla grande quantità di polifenoli che contiene, tra cui il resveratrolo che proteggerebbe i vasi sanguigni da processi infiammatori, ossidativi, aggregazione piastrinica e formazione di trombi, tipici dell’aterosclerosi.

Alcuni studi hanno concluso che la vitamina E, presente in semi, noci e verdure a foglia verde, potrebbe ridurre il rischio di soffrire di demenza o di AD.

Il consumo di alimenti ricchi di carotenoidi e vitamina C aiuterebbe nella protezione contro la lipoperossidazione.

Insieme a questo, la vitamina C è in grado di ridurre la produzione di nitrosamina, contribuendo alla riduzione dello stress ossidativo.

Infine, diversi studi supportano il ruolo protettivo degli acidi grassi polinsaturi poiché riducono lo stress ossidativo e favoriscono la funzione neuronale e vascolare, riducendo il rischio di AD e demenza.

Dieta mediterranea e protezione cardiovascolare.

La dieta mediterranea è in grado di ridurre la glicemia, l’insulinemia e l’insulino-resistenza, oltre a migliorare la pressione sistolica e ridurre i livelli di colesterolo.

La SM rappresenta uno dei fattori di rischio per lo sviluppo di AD ed è stato stabilito che la sua prevalenza può essere ridotta attraverso cambiamenti nelle abitudini alimentari.

La dieta mediterranea ha un impatto positivo sulla sclerosi multipla, poiché è stato dimostrato che è in grado di ridurre i LDL ossidati e i lipidi plasmatici, oltre a inibire l’attivazione delle cellule immunitarie e ridurre l’infiammazione vascolare. Tutto questo consente una protezione anche contro sviluppo di aterosclerosi.

Il consumo di acidi grassi polinsaturi protegge dalle malattie vascolari, poiché migliorando alcuni fattori di rischio associati, sono in grado di ridurre i trigliceridi, la pressione sanguigna e migliorare il funzionamento del miocardio; al contrario, una dieta che comporta il consumo di grassi saturi e trans, aumenta il rischio di malattie cardiovascolari, DM II e con esso l’AD.

Tratto da Miranda A. et al. Role of Mediterranean diet on the prevention of Alzheimer disease. Rev Med Chil. 2017 Apr;145(4):501-507.

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