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Covid-19. Una pandemia senza precedenti.

E allora, quali scenari sono possibili?

In tutto il mondo, gli epidemiologi stanno costruendo proiezioni a breve e lungo termine per prepararsi e potenzialmente “prevedere” la diffusione e l’impatto della SARS-CoV-2, il virus che causa COVID-19.

Sebbene le loro previsioni e tempistiche variano, i modellisti concordano su due cose: COVID-19 è qui per restare e il futuro dipende da molte incognite, incluso se le persone sviluppano un’immunità duratura al virus, se la stagionalità influisce sulla sua diffusione e – forse cosa più importante – se le decisioni prese dai governi e dagli individui saranno efficaci.

Ad esempio, se l’immunità al virus dura meno di un anno, in modo simile ad altri coronavirus umani in circolazione, potrebbero esserci picchi annuali di infezioni da COVID-19 fino al 2025 e oltre.

Cosa succederà nel prossimo futuro?

Avremo bisogno di cambiare la cultura di come interagiamo con le altre persone.

Nel complesso, è una buona notizia che anche senza test o un vaccino, i comportamenti possono fare una differenza significativa nella trasmissione della malattia.

D’altra parte il distanziamento sociale potrebbe essere richiesto in modo intermittente per anni per sopprimere i picchi di COVID-19.

Nelle regioni in cui COVID-19 sembra essere in declino, i ricercatori affermano che l’approccio migliore è un’attenta sorveglianza testando e isolando nuovi casi e rintracciando i loro contatti.

Si prevede che tale strategia prevenga un’enorme recrudescenza di infezioni, a meno che l’aumento del traffico aereo non porti a un numero considerevole di casi importati.

Cosa succederà in inverno?

È chiaro ora che l’estate non ferma in modo uniforme il virus, ma il clima caldo potrebbe renderlo più facile da contenere nelle regioni temperate.

In autunno-inverno gli esperti ritengono che ci sarà probabilmente un aumento della trasmissione.

Molti virus respiratori umani – influenza, altri coronavirus umani e virus respiratorio sinciziale (RSV) – seguono oscillazioni stagionali che portano a focolai invernali; quindi è facile prevedere che SARS-CoV-2 seguirà questo andamento.

Inoltre, con il tempo più freddo le persone hanno maggiori probabilità di rimanere in casa, dove la trasmissione del virus attraverso le goccioline è un rischio maggiore.

In futuro, i focolai di SARS-CoV-2 potrebbero arrivare a ondate ogni inverno.

Il rischio per gli adulti che hanno già avuto COVID-19 potrebbe essere ridotto, come con l’influenza, ma dipenderebbe dalla rapidità con cui svanisce l’immunità a questo coronavirus.

Inoltre, la combinazione di COVID-19, influenza e RSV in autunno e in inverno potrebbe essere molto impegnativa dal punto di vista socio-sanitaria.

Quando finirà questa pandemia?

Per porre fine alla pandemia, il virus deve essere eliminato in tutto il mondo – cosa che la maggior parte degli scienziati concorda è quasi impossibile a causa della sua diffusione, oppure le persone devono costruire un’immunità sufficiente attraverso infezioni o un vaccino.

Si stima che il 55-80% della popolazione debba essere immune affinché ciò avvenga, a seconda del Paese.

Sfortunatamente, i primi sondaggi suggeriscono che c’è ancora molta strada da fare.

Il corso della pandemia nel 2021 ed oltre dipenderà in gran parte dall’arrivo di un vaccino e da quanto tempo il sistema immunitario rimarrà protetto dopo la vaccinazione.

Molti vaccini forniscono protezione per decenni, come quelli contro il morbillo o la poliomielite, mentre altri, tra cui la pertosse e l’influenza, svaniscono nel tempo.

Allo stesso modo, alcune infezioni virali richiedono un’immunità duratura, altre una risposta più transitoria.

I ricercatori finora sanno poco sulla durata dell’immunità alla SARS-CoV-2.

Uno studio ha rilevato che gli anticorpi neutralizzanti persistevano fino a 40 giorni dopo l’inizio dell’infezione; molti altri studi suggeriscono che i livelli di anticorpi diminuiscono dopo settimane o mesi.

Se COVID-19 segue un modello simile alla SARS, gli anticorpi potrebbero persistere a un livello elevato per 5 mesi, con un lento declino in 2-3 anni.

Tuttavia, la produzione di anticorpi non è l’unica forma di protezione immunitaria.

Ad esempio i linfociti B e T della memoria difendono anche da futuri incontri con il virus e finora si sa poco sul loro ruolo nell’infezione da SARS-CoV-2.

Se le infezioni continuano a crescere rapidamente senza un vaccino o una immunità duratura, vedremo una circolazione regolare e estesa del virus.

In tal caso, il virus diventerebbe endemico, al pari della malaria, una malattia prevenibile e curabile, che uccide più di 400.000 persone ogni anno.

In conclusione, siamo in una pandemia di coronavirus per la quale non abbiamo precedenti. Il futuro ci dirà di più.

(fonte https://www.nature.com/articles/d41586-020-02278-5)

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