In questa sezione potete trovare una serie di consigli su come riconoscere un malessere di in età evolutiva e di come affrontarlo insieme.
Come stanno i nostri figli?
Vogliamo sapere se i nostri figli stanno bene? Se sono ragazzi tranquilli, spenti, senza vivacità, magari bravissimi a scuola, dobbiamo preoccuparci. Se sono contrastati, se sono vivaci, se fanno sempre progetti, se vogliono cambiare il mondo, se cercano l’impossibile, allora sono sulla strada giusta. E forse dovremmo imparare da loro a rimetterci in gioco.
Se i giovani sono la forza creativa dell’Universo, occorre aiutarli a liberarla: cosa tanto più difficile per una generazione di genitori abituati a lavorare, a correre, a realizzare progetti, obiettivi, ad assomigliare ai nostri vicini. Se i giovani non creano, diventano imitativi, diventano come i genitori, assumono i loro modelli. Quando se ne accorgono, quando sentono di assomigliare agli adulti, allora si sentono perduti. Solo allora, pur di tornare a esistere, potrebbero distruggere se stessi e gli altri.
I genitori di oggi non sono più pronti a gestire l’ostilità dei figli, si sono messi in testa di diventare amici. E invece tra genitori e figli non può e non deve esserci amicizia, ognuno deve svolgere il proprio ruolo seppure senza eccessi di permissivismo o repressione.
Da zero a tre anni, il mondo del bambino
L’età da zero a tre anni è forse la più critica sul piano educativo.
In questa primissima fase dell’esistenza si realizza nel bambino il processo di identificazione-separazione, attraverso cui giunge alla percezione di se’ e quindi alla netta distinzione dall’altro. Superando così l’iniziale periodo simbiotico, di quando il bambino si sente parte del corpo materno. Perchè ciò avvenga sono fondamentali la persistenza delle figure con cui si relaziona il bambino e la stabilità dei loro rapporti emotivi.
Una presenza continua ed esclusiva della madre non giova al bambino che vive l’allontanamento materno come “un’amputazione” di sè e fonte quindi di angoscia. Se invece si allarga fin dall’inizio il numero delle figure parentali (padre, nonni, parenti, baby-sitter), egli costruirà la propria identità su più persone e allora sarà possibile una turnazione. L’inizio della vita ha bisogno di un ritmo tranquillo e tranquillizzante, di un clima familiare “privato”.
Il bambino tende ad attribuire a sè tutto quanto capita e quindi di “sentirne” la colpa, come se fosse lui a causare quanto sta succedendo.
Una lite familiare e’ un dramma psichico per il bambino: va evitato e semmai subito rimediato attraverso riconferme e riparazioni affettive.
Insomma il bambino di questa fascia di età è un conversatore attraverso le modulazioni affettive per le quali ha una spiccata sensibilità.
La presenza di un bambino deve porre una chiara strategia alla coppia, tesa a diminuire il rischio della violenza e delle “rotture”, che interrompono il suo processo di identificazione e se non si conclude, lascia segnali di deficit per tutta la vita successiva.
In questa prospettiva il televisore ha il volto di un mostro, di chi entra in famiglia e sconvolge. E non e’ tanto il contenuto, quanto l’accelerazione delle immagini, un’accelerazione esattamente opposta a quanto serve alla fissazione della propria individualità.
Il televisore non deve esistere per un bambino da 1 a 3 anni: e’ semplice.
Semmai e’ possibile registrare in videocassetta il genitore “assente” per lavoro, ripreso durante la normale vita domestica.
Lavoro e coccole
-Fino a 3 anni il bambino ha sempre bisogno di un intimo rapporto con almeno due persone costanti. Se si assumere una baby-sitter è bene non cambiarla ogni anno.
-Non si deve far gaurdare la TV al bambino più di mezz’ora al giorno e in età prescolare il bambino deve farlo, comunque, sotto il controllo degli adulti
-Se i genitori lavorano, è importante che siano disponibili almeno a fine della giornata.
Vuoi far felice tuo figlio?
-AMORE ED APPROVAZIONE
I bambini dovrebbero avere la consapevolezza di essere amati senza condizioni (per quello che sono) almeno da una persona. Questa sensazione, che si si traduce in accettazione di sè, amore e considerazione per gli altri, è una componente essenziale della felicità. Il bambino ha la certezza di essere importante per quella persona anche se commette degli errori, litiga o disobbedisce. Qualunque cosa accada il bambino sa che non verrà allontanato o rifiutato. Questo non significa che un genitore debba cedere ai capricci: i bambini che sono sicuri dell’affetto delle loro figure di attaccamento possiedono, crescendo, anche la forza per tollerare gli inevitabili dissensi o dei rimproveri fatti “per il loro bene”.
-COME SI SVILUPPA LA SICUREZZA
E’ difficile inoltre per un bambino essere felice se non si sente sicuro. La sicurezza fisica (sentirsi bene e protetto in casa) è importante. Molti bambini vanno volentieri nei campi estivi e anche in collegio perchè sanno che se ci fossero dei problemi non sarebbero forzati a rimanervi . La sicurezza psichica è di vitale importanza; ma come può svilupparsi in un bambino? Prestando una giusta attenzione alle sue opinioni e desideri, comunicandogli che cosa ci aspettiamo da lui, mostrando interesse per ciò che fa e i luoghi che frequenta. E’ allarmante, per un bambino, soprattutto piccolo, avere la sensazione che gli adulti da cui dipende non si curino di lui. Il che non vuol dire che si debba essere assillanti o iperprotettivi: nel corso della crescita un bambino acquista una crescente autonomia imparando a fronteggiare le difficoltà e trovando soluzioni ai problemi.
-SENSO DI GIUSTIZIA E RISPETTO
Il senso di giustizia è importante per il benessere psicologico dei bambini: se sentono che le loro ragioni o giustificazioni non trovano mai ascolto – che gli adulti sono sempre “dalla parte del giusto” – possono vivere sentimenti di frustrazione e di rabbia intensa che potranno riemergere in seguito nel corso della vita, a volte sotto forma di stati depressivi. É bene quindi che, specialmente con i più grandicelli, gli adulti siano plastici abbastanza da riconoscere, di tanto in tanto, i propri errori. Il bambino si sente rispettato e a sua volta prova rispetto per gli adulti ascoltandoli quando esprimono pareri o valutazioni.
-GIOCO E DIVERTIMENTO
Giocando i bambini fanno esperienze che servono alla crescita fisica e psichica: esplorano, imparano, esprimono, socializzano, comunicano, risolvono i problemi, si mettono a prova, si sentono liberi. Giocare significa anche disporre di uno spazio mentale che consente alle cose di accadere. Ecco perchè i bambini troppo ansiosi o quelli che trascorrono troppe ore davanti alla tv possono avere difficoltà a giocare in modo originale: i primi sono troppo insicuri per esplorare il mondo a modo loro, i secondi hanno già tutto lo spazio mentale occupato. Questo non significa che i bambini non debbano mai annoiarsi o avere delle pause. Nelle pause si riflette, si osserva, si lascia vagare il pensiero, si hanno delle idee o più semplicemente ci si riposa. Un bambino che sta bene, che non è in preda all’ansia o al dolore, che sa di essere amato, non ha bisogno di essere continuamente intrattenuto: può, anzi, permettersi di annoiarsi, di non preoccuparsi di ricevere continue attenzioni. Tenere presenti questi “ingredienti” è utile, ma è anche importante sentirsi a proprio agio con i bambini, stare bene insieme. Se gli adulti sono contenti anche i bambini lo sono, quasi sempre …
I disegni dei bambini
Cosa siamo in grado di scoprire attraverso il disegno dei bambini?:
- Troppo verde: faticosa ricerca di equilibrio.
- Troppo rosso: ansia ed agitazione.
- Troppo blu: eccessiva tranquillità, pigrizia.
- Disegno relegato ai margini del foglio: timidezza, timore di sbagliare, scarsa stima di sè.
- Disegno che tende a sconfinare oltre i margini, con figure enormi che escono dal foglio: irrequietezza, eccessivo dinamismo, esuberanza.
- Disegno che riempie il foglio e si espande in tutte le direzioni: vivacità, capacità di esprimersi, intelligenza, personalità portata a prendere l’iniziativa e all’entusiasmo.
- Figure centrate nella parte bassa del foglio: intelligenza pratica, abilità manuale.
- Figure centrate nella parte alta del foglio: fantasia, tendenza a rifugiarsi nei propri ideali, distrazione, disorganizzazione.
- Tratto molto marcato: presenza incisiva nella vita di tutti i giorni, volontà di fare valere le proprie ragioni.
- Tratto poco marcato: indecisione, atteggiamento remissivo, desiderio di restare appartato.
- Linee curve: duttilità, dolcezza, disponibilità
- Linee spezzate con angoli acuti che fanno cambiare spesso direzione al disegno: disagio, tensione.
GIOCO-TEST: chiedete al vostro bambino di rappresentare ogni componente della vostra famiglia nei panni di un animale e di scrivere anche 3 aggettivi relativi all’animale disegnato:
Ci sarà da pensare!
Sospiri Frequenti
Si tratta di una condizione normale (sighing), caratterizzata da espansione massimale dei polmoni seguita da una prolungata fase espiratoria.
Talvolta può essere confusa con l’asma che deve essere esclusa nei casi atipici.
Riconoscere la “sighing dyspnea” all’inizio puo’ evitare al paziente accertamenti diagnostici e trattamenti inutili.
I tic
I tic sono, in genere, la spia di un conflitto tra:
1. le ambizioni scolastiche ed i risultati conseguiti
2. una difficoltà di identificazione con la figura di uno dei genitori
3. l’ aggressività repressa nei confronti di un fratello
Se il bambino non riesce a risolvere tali o altri disagi, questi stessi diventano una specie di gabbia interiore.
I tic, coinvolgendo l’apparato motorio, esprimono la rottura simbolica di questa gabbia.
Il sintomo, in genere, è transitorio.
Terapia: ignorarli, sopportarne il fastidio, non manifestare delusione o dispiacere, non rintuzzarli.
In uno studio di Cardona et al. (J.Pediatr 2001;138:71-5), è possibile una relazione tra tics ed infezione streptococcica.
Il lutto dell’animale domestico
Come la vita umana anche la vita animale ha un limite. E’ naturale che accada quindi che il vostro animale domestico, muoia: il difficile è separarsi da un così sereno compagno di giochi. Gli animali domestici (cani, gatti ecc.), per il loro carattere giocoso, e per il loro spirito vivace, diventano a tutti gli effetti membri della famiglia e doversene separare è fonte di dolore certo. Ai bimbi è importante spiegare ciò che succede, ed il perchè. Meglio non dire che il fedele amico è scappato, perchè questo farebbe sentire il bimbo tradito nell’affetto che aveva per il suo cane (gattino o altro) e che credeva reciproco. Se l’animale domestico viene investito, muore di vecchiaia, o muore per una qualche malattia, l’importante è che il bimbo possa salutarlo. Far superare il lutto ai bimbi non è mai un’impresa facile. Ad alcuni, è sufficiente prendere un nuovo cucciolo per distogliere l’attenzione dal dolore della perdita subita. Per altri, nessun cucciolo potrà mai sostituire il primo. L’importante è aiutare il bambino a comprendere il “ciclo della vita”, il fatto che il suo animale il quale è stato un ottimo compagno, vivrà sempre nei ricordi di ognuno.
(Andrea Lucca, Gabriele Buiano Crescere in sicurezza e salute. Editeam, 2008, pg. 21)
L’adolescenza
PIERCING… e DINTORNI
Il piercing (20,3%) batte i tatuaggi (6,6%). – Ricerca Eurispes su 3.800 studenti italiani tra 12 e 18 anni-
- NAVEL è posizionato nella pelle sopra l’ombelico. Anche se difficile da gestire è uno dei più diffusi
- TONGUE posizionato in vari punti della lingua. E’ uno dei meno dolorosi
- EAR viene forata qualsiasi parte del lobo o della cartilagine delle orecchie
- LABRET posto al centro del labbro inferiore, doloroso, provoca gonfiore
- NIPPLES al centro del capezzolo, grande valenza erotica, ma rischio di espulsioni e infezioni
- SEPTUM è posizionato tra le narici, nella pelle e si trova sotto la cartilagine nasale
- EYEBROW attraversa da un punto all’altro la linea delle sopracciglia
- NOSTRIL su un lato della narice, popolare tra tra le donne, difficile da installare (rischio di infezioni)
Vietare o concedere ? Gli esperti consigliano tolleranza.
Il cerchietto al sopracciglio è un tentativo di crescita. Però quando si passa il limite, più che dell’ estetica i genitori dovrebbero preoccuparsi di capire se c’è un disagio nel ragazzo, e magari chiedere aiuto. L’ effetto primario è cercare di piacersi, di innamorarsi un po’ di più di se stessi.
E’ forte il bisogno di far notare la propria individualità nascente e distinguerla dal magma ribollente dei ragazzi invisibili che si ammucchiano nelle strade. Non c’è ribellione, ma solo un vago cenno di presenza sociale, un modo per dire “ci sono anch’io”, simile a quella che chiedono i bambini ai loro genitori; sono in attesa che qualcuno li guardi e capisca il messaggio, rispecchiando la loro esistenza e in qualche modo “festeggiandola”.
Il piercing ed i tatuaggi, attraverso un processo psicologico inconsapevole, testimoniano un “passaggio di consegne” dal corpo bambino di proprietà dei genitori a un corpo adulto, autonomo, non identificabile solo dal cognome del padre o dall’essere figlio della madre.
Mentre il piercing è una sorta di protesi dalla comunicazione immediata e primitiva: serve a farsi vedere ed a suscitare emozioni, il tatuaggio porta sulla superficie del corpo la parte più originale del sè, la scrive sulla pelle e la rende immortale. E, così, spesso per i ragazzi si trasforma in una sorta di amuleto, di memoria indelebile di un momento o di una fase della vita.
Se proprio deve essere fatto attenzione ai centri autorizzati e controllati che devono avere una sorta di bollino blu, in ottemperanza alla norma UNI EN 1810, che stabilisce, ad esempio, la composizione degli oggetti metallici.
E’ bene ricordare che comunque negli adolescenti la pratica del tatuaggio e del body-piercing è spesso strettamente associata a comportamenti “ad alto rischio”: disturbi dell’alimentazione, uso di droghe e tentativi di suicidio (Carroll ST, et al. Pediatrics 2002;109:1021-1027 Greif J et al. Adv Nurse Pract 1998; 626-31.)
DROGA
Chiediamo ogni tanto al nostro ragazzo: “Tu, perchè vivi? Quali sono le ragioni che ti danno gioia di vivere?”.
Anche in questo caso è fondamentale che i genitori facciano sentire i figli indispensabili, vivi, parte di un progetto. Se ci sono genitori assenti (ci sono assenze fatte di incomunicabilità, per cui si è assenti anche quando o si è presenti), i ragazzi si sentono inutili. E se un adolescente si sente inutile ha solo tre scelte: ucciderti, uccidersi o trovare qualcosa che lo faccia esistere. E in questo caso il passo verso la droga è rapido.
BABY GANG
L’infrazione sistematica della legge deriverebbe da uno scarso autocontrollo, dovuto all’insufficiente presenza dei genitori nei primi 6-8 anni di vita, o perchè assenti o perchè distratti, e comunque non in grado di reprimere i comportamenti devianti dei figli.
Ecco alcuni pratici consigli per i bambini:
1. Se subisci delle prepotenze o atti di bullismo parlane con un amico,un insegnante o i tuoi genitori. Ricorda che le cose non cambieranno fino a che tu non racconterai ciò che succede.
2. Se ti capita di vedere che qualcun altro nella tua scuola subisce prepotenze, devi parlarne con un adulto.
3. Cerca di ignorare il bullo, o impara a dire NO con molta fermezza, poi girati e allontanati. Ricorda: è molto difficile per il prepotente continuare a prendersela con qualcuno che non vuole stare ad ascoltarlo.
4. Cerca di non mostrare che sei impaurito/o a arrabbiato/a: ai bulli piace ottenere una qualsiasi reazione, per loro è divertente.
5. Non è un pregio farsi male per cercare di mantenere le proprie cose o i soldi. Se viene minacciato/a, sul momento dài ai bulli quello che vogliono. Le proprietà possono essere sostituite, tu no. Penserai dopo a denunciare l’episodio, raccontandolo a qualche adulto di tuo fiducia.
AVETE FIGLI “VIOLENTI” : ecco alcuni rimedi
a) non picchiate i bambini. Se mamma e papà, per primi, impartiscono lezioni di violenza, il comportamento aggressivo sarà legittimato.
b) di fronte a comportamenti illeciti conviene esprimere disapprovazione con serena fermezza.
c) evitare che il bambino assista a scene di violenza reale od in Tv.
d) Non ripetere frasi “sei cattivo” o “sei il solito prepotente”: il bambino tende a costruire la propria identità selle definizioni ripetute.
e) Cercate di “spiazzare” il bambino e distrarlo, ad esempio, con un giocattolo, l’ascolto di una musica, o, meglio ancora, un gioco. Perchè un gioco ha sempre le sue regole da rispettare.
L’effetto che i ragazzi cercano è quello di rendere rumorosamente allegro il loro gruppo, di ridere insieme condividendo la disinibizione regalata da sostanze legali o illegali (alcool, droga). Individualmente forse non le consumerebbero ma i ragazzi non possono tollerare che il loro gruppo si annoi o soffra. Per questo alcuni si sacrificano più degli altri per fare gli scemi e divertire il gruppo. Non bevono o si impasticcano contro la famiglia e le leggi dello Stato. Lo fanno per amore degli amici dimostrando così di averne troppo bisogno (Gustavo P. Charmet-psicologo).
Rassicura li bambino, confermandogli che è amato da entrambi i genitori. Rendi chiaro al piccolo che, sebbene tu non sia felice con l’altro genitore e che litighiate molto spesso, l’unica cosa sulla quale vi trovate completamente d’accordo è il bene che volete a vostro figlio. Dimostrategli questo amore passando più tempo con lui, coccolate lo, specialmente se ha meno di 6 anni.
Lascia il più possibile immutato il mondo dei bambino. Meno saranno i cambiamenti nella vita quotidiana di tuo figlio e meglio lui riuscirà a far fronte a!!o stress del divorzio. Cerca di farlo rimanere nella casa che ha abitato fino a quel momento o, se proprio non puoi, cercane una nelle vicinanze. Fai frequentare la stessa scuola e gli amici di sempre. Rassicuralo sul fatto che, sebbene magari non potrà avere più, per esempio, tutti i giocattoli che aveva prima, per ovvie difficoltà economiche, continuerà ad avere una vita decorosa (cibo, vestiti, casa).
Comunicagli chiaramente che potrà sempre vedere l’altro genitore. I figli hanno bisogno sia della mamma che del papà. Il divorzio confonde il bambino che teme di essere abbandonato da uno dei due genitori. Per evitare che ciò avvenga è opportuno fare un programma delle visite del genitore che non vive col bambino e rispettar lo scrupolosamente. Per esempio è preferibile far trascorrere al bambino un’intera giornata ogni 1 o 2 settimane assieme all’altro genitore, piuttosto di incontri più frequenti, ma più frettolosi. Una volta fissato lo schema delle visite bisognerà rispettarlo puntualmente per non deludere il bambino. Entrambi i genitori dovranno impegnarsi per rendere piacevoli queste visite. Date al bambino il numero telefonico dell’alto genitore ed incoraggiatelo a telefonargli.
Se il genitore che non ha in custodia in bambino non è coinvolto (ma questo non dovrebbe proprio accadere!) trova una figura sostitutiva. Puoi chiedere a tuo fratello o a tua sorella (ma anche ad un nuovo eventuale partner) se è disponibile a passare del tempo con tuo figlio o con tua figlia. La figura sostitutiva deve ovviamente essere dello stesso sesso del genitore mancante.
Aiuta il bambino a parlare del Suo dolore riguardo ai divorzio. Quando i genitori si separano il bambino può diventare ansioso, facilmente irritabile e depresso. Potrebbe scoppiare spesso a piangere, soffrire di insonnia, avere mal di stomaco, non andare più bene a scuola e avere un comportamento distruttivo. Tutti questi sono segni del difficile momento che il bambino sta attraversando. Aiuta tuo figlio a tirare fuori questo “rospo”! Incoraggialo a parlare dei suoi sentimenti e rìispondigli con comprensione e sostegno. anche se magari anche tu stai attraversando un brutto periodo della tua vita. Una discussione sul divorzio a scuola, dove potrebbero esserci altri bambini nella stessa situazione, aiuterebbe tuo figlio a non sentirsi isolato e a non vergognarsi.
Spiega al bambino che lui non è assolutamente responsabile del divorzio. I figli spesso si sentono in colpa, credendo di essere stati loro in qualche modo a provocare il divorzio dei genitori. Rassicura il bambino che questo non è vero.
Chiarisci al bambino che il divorzio è una cosa definitiva. Alcuni bambini si attaccano alla speranza di poter riuscire a riconciliare i propri genitori autoconvincendosi che tutto sommato si tratta solo di una separazione temporanea. Mettendo ben in chiaro che il divorzio è una cosa definitiva si può aiutare il bambino a superare lo shock della separazione dei genitori, facendogli avere una visione più realistica della situazione.
Cerca di proteggere l’affetto che il bambino ha nei confronti dell’altro genitore. Parla con tuo figlio dei lati buoni dell’altro genitore, anche a costo di non essere del tutto sincero sui sentimenti negativi che nutri nei confronti del tuo ex-coniuge. Svalutare o screditare l’altro genitore agli occhi di tuo figlio riduce il senso di autostima nel bambino e gli provoca un maggiore stress. Non chiedergli mai di prendere posizioni! Il bambino ha bisogno di essere amato da entrambi i genitori, … anche se tu personalmente non sei d’accordo.
Fa sì che venga mantenuta una normale disciplina in entrambe le case. I bambini hanno bisogno di essere allevati in modo armonico e coerente. Un’eccessiva indulgenza nei confronti del figlio da parte di uno dei genitori, mentre l’altro è magari più severo, disorienta il bambino. Attenzione anche ai privilegi e ai regali che si fanno al bambino nel tentativo di conquistarlo, perché potrebbero avere come unico risultato quello di viziarlo.
Evita di discutere con l’ex-coniuge in presenza del bambino. I bambini si agitano se vedono i genitori litigare, soprattutto i figli di divorziati, quindi imponiti di non discutere e di non alzare la voce in loro presenza.
(da B.D. Schmitd “Istructions for pediatric patients” W.B. Saunders)
Filastrocca: A LEZIONE
Mamma Ranocchia
dentro lo stagno
ai ranocchietti
fa fare il bagno.
Insegna il canto,
l’educazione,
di tuffo e nuoto
fa lor lezione.
Attenti e quieti
i ranocchiettì
non fanno certo
come i bimbetti.
Che svogliatelli
e ciondoloni
nulla ricordano
delle lezioni.

