insonnia del lattante

Bellariva di Piero Bargellini, Corso di lettura per la scuola elementare. Classe II. Vallecchi Editore. 1948

FILASTROCCA DI TUTTI I TEMPI

Filastrocca
del cane turchino
che rincorre
sull’aia un tacchino…..

Il tacchino
vestito di rosso
corre corre
e fa il bagno nel fosso…

Filastrocca
del cane bassotto
che voleva
acchiappare un leprotto.

Il leprotto
fuggiva veloce
e il bassotto
restò senza voce…..

Filastrocca
del cane macchiato…..
…………………………….

Ma non serve!
Ninnì è addormentato.

Il sonno è diviso in periodi di circa 30-90 minuti (fasi), all’interno di ognuna dei quali si succedono tipiche variazioni, che costituiscono i cinque stadi del sonno. Quattro stadi appartengono al sonno non REM (NREM), uno al sonno REM (Rapid Eye Movements).
Il sonno NREM è un sonno calmo, mentre il sonno REM è un sonno attivo (coincide con l’attività onirica).  Bisogna sottolineare che i risvegli notturni della durata di qualche minuto, fino anche a un’ora, sono normali e quindi i ritmi dei piccoli devono essere considerati profondamente diversi da quelli degli adulti. Il punto fondamentale è che molti bambini si svegliano, ma si riaddormentano senza chiamare i genitori, i quali riferiscono che il bambino “ha dormito tutta la notte”. Il problema quindi non è il risveglio in sè, ma il risveglio senza la capacità di riaddormentarsi da solo: il risveglio “con richiamo” dei genitori. E’ fondamentale assumere un atteggiamento di sicurezza e di tranquillità (dato che il bambino percepisce gli stati d’animo dei genitori).

Durata del sonno e distribuzione del sonno NREM e REM nelle diverse età

ETA’ ORE DI SONNO REM NREM
Primi mesi 6-18 50% 50%
Infanzia 10 25% 75%
Adolescenza 8 20% 80%
Maturità 6 20% 80%

L’insonnia precoce, nel primo anno di vita, è spesso correlata a un disagio relazionale tra il lattante e l’ambiente. Soprattutto entro i primi 6 mesi di vita del bambino, si tratta di scegliere le abitudini da associare al sonno. Se queste abitudini sono “essere cullato”, “essere nutrito”, “essere consolato”, “essere in compagnia”, “essere tenuto per la manina”, “toccare i capelli del genitore” sarà difficile prendere sonno senza questi stimoli condizionanti. Così facendo, quando il bambino si sveglia senza avere attorno a sè questi elementi “associati al sonno” o sleep aids potrà fare fatica a riaddormentarsi. E poichè i brevi risvegli notturni “che interrompono il sonno senza romperlo” sono la regola (in genere non durano più di trenta minuti e si ripetono fisiologicamente cinque, otto volte per notte anche nell’adulto, che ne rimane inconsapevole) accadrà che se si introduce nella routine del sonno la presenza del genitore, questa diventerà condizionante anche al momento dei risvegli.

Insonnia del lattante: riconoscerla per evitarla (in 1-2 settimane)

Il lattante piange durante la notte

Cosa non fare:

  • Non cullare sempre il bambino per farlo addormentare: le braccia della mamma o il lettone dei genitori non sono il suo lettino.
  • Non consolarlo se si sveglia nel corso della notte
  • Non farlo dormire troppo a lungo durante il giorno

Cosa fare:

  • Addormentare il bambino nel suo lettino
  • Uscire dalla stanza prima che il bambino si addormenti
  • Evitare giochi, rumori o conversazioni con il bambino nei minuti precedenti il sonno
  • Favorire l’attaccamento ad un pupazzo che gli dia fiducia
  • Seguire gesti semplici e ripetitivi prima del sonno (bagnetto, pigiama, ecc.);
  • Quando il pianto è chiaramente oppositivo lasciarlo piangere
  • Se il bambino piange lascialo piangere (almeno per un pò) quando si sveglia. Il genitore torna nella cameretta, rimandendo però a una certa distanza dal lettino, parlandogli con amore e con calma, in modo da rassicurarlo di non essere stato abbandonato. Con il passare dei giorni, se il pianto continua, si prolunga l’attesa prima di andare nella cameretta:

1° giorno: 1  minuto di attesa
2° giorno: 3  minuto di attesa
3° giorno: 5  minuto di attesa
4° giorno: 7  minuto di attesa
5° giorno: 9  minuto di attesa
6° giorno: 11 minuto di attesa
7° giorno: 13 minuto di attesa

Il bambino si sveglia e vuole essere allattato

Cosa non fare:

  • Non allattare al seno o col biberon il bambino per farlo addormentare. Il bambino deve associare il concetto di sonno con il letto, non con seno o biberon.
  • Non lasciare nella culla un biberon pieno.
  • Non alimentarlo troppo frequentemente durante la giornata.

Cosa fare:

  1. Per evitare che il bambino stabilisca un’associazione tra pasti e sonno, farlo mangiare almeno 1 ora prima del riposo;
  2. Tenere in braccio il lattante e coccolarlo anche quando non viene allattato;
  3. Cercare di eliminare i pasti notturni, riducendo il quantitativo di latte nel biberon di 20-30 grammi ogni 2-3 notti, o la durata della poppata al seno di 2-3 minuti.

ORE DI SONNO NECESSARIE (media):
neonato=18-20 ore
6-12 mesi=16 ore
1-2 anni=12 ore
2-6 anni=10-12 ore
7-12 anni=10-11 ore
13-15 anni= 10 ore.

Genitori come riposarsi?

  • Cercate di dormire quando il bambino dorme. Non cercate di sbrigare le faccende domestiche o di lavorare ma riposate quando il bambino dorme, anche se non riuscite ad addormentarvi
  • Cercate di organizzarvi prima per il pasto notturno
  • Cercate di fare una attività motoria. Passeggiate con il bambino, uscite da casa se possibile con lui
  • Chiedete aiuto a chi vi è vicino
  • Fate attenzione a come vi sentite psicologicamente; la deprivazione di sonno può contribuire allo sviluppo di una depressione post-partum e interferire con l’attaccamento al vostro bambino
  • Ricordatevi che tutto passa.

Ninna nanne

Ninna nanna popolare

Ninna oh! Ninna oh!
questo bimbo a chi lo dò?
Se lo dò alla befana,
me lo tiene una settimana,
se lo dò al bove nero,
me lo tiene un anno intero;
se lo dò al lupo bianco,
me lo tiene tanto tanto,
Ninna-nanna, nanna, fate,
il mio bimbo addormentate!
S’addormenti nella culla,
con Gesù e con la Madonna.

NINNA NANNA TOSCANA
I.
Fate la ninna nanna, se dormite,
il letto vi sia fatto di viole;
la materassa di piume gentile,
il capezzal di penne di pavone;
e le lenzuola di seta d’Olanda;
fate la ninna e poi fate la nanna.

II.
Fate la nanna, coscine di pollo;
la vostra mamma v’ha fatto un guarnello,
e ve l’ha ricamato torno torno;
fate la nanna coscine di pollo.

NINNA-NANNA SENESE

Fate la nanna coscine di pollo;
La vostra mamma v’à fatto il gonnello
E vi ci ha messo i fiorellini attorno.
Fate la nanna coscine di pollo,
Fate la nanna e possiate dormire:
Il letto vi sia fatto di viole,
E le coperte di quel panno fine,
La coltrice di penne di pavone.
Fate la nanna e la nanna vò fare,
Un sonno lungo e pò mi vò destare;
Fate la nanna e la nanna faremo;
Un sonno lungo e pò ci desteremo

In conclusione: è assolutamente inutile e controproducente iniziare un trattamento prima dei 6 mesi di vita: il pattern del sonno non è ancora stabilizzato e i tentativi terapeutici sarebbero inutili.

L’insonnia può comunque essere causata da condizioni mediche:
- coliche dei primi 3 mesi
- insonnia da allergia alimentare
- risvegli notturni come precursori della Restless Leg Syndrome

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