A cura di Gloria Margutti – Medico Chirurgo Spedialista in Odontoiatria


Alcune abitudini sbagliate o “viziate” possono peggiorare quadri di predisposizione alle malocclusioni:

  • La suzione del dito, del ciuccio o l’uso del biberon perpetrata oltre 2/3 anni di vita del bambino possono portare ad una deformazione delle ossa del palato e, conseguentemente, ad un’alterata posizione dei denti, causata dall’ingombro, ma anche dalla costrizione della lingua in una posizione innaturalmente più bassa del dovuto, che non esercita la sua pressione sulla volta del palato permettendogli di crescere in senso trasversale.
  • Anche la respirazione attraverso la bocca anziché dal naso, dovuta spesso alla permanenza delle adenoidi ipertrofiche, o frequenti episodi di malattie da raffreddamento o semplice abitudine, determina un allungamento del viso per azione dei muscoli facciali, e conseguente palato stretto, determinando un aspetto tipico del “volto adenoideo” dove i denti in crescita difficilmente troveranno spazio per un allineamento corretto.
  • Tra le abitudini scorrette possiamo annoverare anche quelle di alcuni ragazzi che sono soliti stare poggiati con una mano o entrambe sotto al mento per lungo tempo, ad esempio durante le lezioni scolastiche, quando scrivono, durante la visione della TV: questo determina uno scorrimento verso dietro della mandibola con gravi conseguenze per l’articolazione temporo-mandibolare (ATM), poiché il cuscinetto cartilagineo che si interpone tra i capi articolari (condilo e fossa articolare) può venire schiacciato e dislocato.
  • La permanenza dell’abitudine a deglutire con l’interposizione della lingua tra i denti incisivi come durante la suzione del latte nel periodo neonatale, favorisce una apertura, che si esprime in un morso aperto anteriore.
  • La suzione del labbro inferiore determina una protrusione dei denti mascellari (superiori) e arretramento di quelli inferiori (mandibolari): anche in questo caso è evidente l’incompetenza labiale, vae a dire che a riposo le labbra non sono chiuse. L’assenza di questo sigillo, oltre a rendere lasso il muscolo orbicolare delle labbra (la cui funzione è anche quella di trattenere i denti!), favorisce la respirazione orale con le inevitabili conseguenze: secchezza delle labbra e delle mucose, inalazione di batteri patogeni non filtrati dal naso, alterazione della flora batterica orale.
  • Mordere le unghie o le penne o le matite comporta traumi dentali molto importanti: non è insolito riscontrare denti già “morti” (i pazienti si accorgono di avere un dente “nero” dovuto alla necrosi) a causa del trauma conseguente al mordere le unghie (negli adulti anche tagliare il filo da cucito o da pesca!).
    Pertanto alcuni segni evidenti possono essere intercettati precocemente da genitori e insegnanti/educatori, questi ultimi in particolare possono percepire meglio di altri i difetti di pronuncia di alcune lettere (particolarmente le dentali come la S la Z e la T).
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