Il tuo Pediatra non ti abbandona. Mai.

Gli anni passano e dopo tante fatiche i nostri piccoli pazienti diventano grandi. Nuove problematiche li attendono. Ovviamente non è il caso di generalizzare ma le evidenze sono sotto gli occhi di tutti. Alcolici, fumo, cannabis e gioco d’azzardo sono queste le dipendenze socio-sanitarie che coinvolgono sempre più spesso giovani e giovanissimi, non appena entrano ufficialmente nel mondo dei “grandi”. Questi sono i sintomi comuni: il craving, il desiderio improvviso di assumere una sostanza, l’astinenza, l’irrequietezza con sintomi fisici e psicologici e il disinteresse verso gli hobby precedenti.  I dati sono impressionanti:

il 49% degli adolescenti tra i 14 e i 19 anni ha giocato d’azzardo almeno una volta all’anno. Nel nostro Paese inoltre il 20% dei giovani tra i 15 e i 34 anni consuma frequentemente alcolici, il 19% ha consumato cannabis nell’arco di un anno (fonti: Osservatorio Europeo sulle droghe, Doxa, Istat, Nomisma e Unipol).

Alcol, fumo e droghe.

Apparentemente l’alcol assume il ruolo di “facilitatore sociale” in quanto i suoi effetti possono aiutare il ragazzo a superare ansie e paure, mentre in realtà un’assunzione reiterata nel tempo può originare segni evidenti di malessere psico-fisico e comportamenti pericolosi come il “binge drinking”, il consumo di sei o più bevande alcoliche in un’unica occasione, che si è diffuso negli ultimi tempi. Indagini recenti hanno mostrato che l’uso di alcol è frequente già tra gli 11 e i 15 anni di età.

 

Cosa può fare il Pediatra.

-Genitori, osservate e “annusate” i vostri figli circa il loro rapporto con l’alcol.
-Pediatri. L’alcol è un rischio. Informiamo i nostri ragazzi anche con opuscoli o poster circa i danni alcol-correlati.

Anche il fumo da sigaretta può avere un ruolo di facilitatore nell’inserimento del gruppo dei pari, una specie di rito di iniziazione. Le sigarette confezionate, a mano o elettroniche, sono comunque tutte nocive.

Cosa può fare il Pediatra.

-E’ importante non giudicare o rimproverare ma ascoltare e capire se si tratta di un gesto per emulare i compagni oppure una richiesta di aiuto o di automedicamento per alleviare un disagio. Ovviamente per essere ascoltati è necessario dare il buon esempio e quindi i genitori devono farsi parti attive per arginare questo problema.

 

Secondo i dati del 2017 dell’Osservatorio europeo delle Droghe e delle Tossicodipendenze, la cannabis è la sostanza stupefacente più consumata al mondo. In Europa ne fanno uso quasi 90 milioni di persone: di queste, 17 milioni di età compresa tra i 15 e i 34 anni dichiarano di averla consumata almeno una volta nell’ultimo anno. Secondo una ricerca del 2014, pubblicata sulla rivista scientifica The Lancet Psychiatry, il 17% dei consumatori adolescenti in seguito diventa dipendente. Si arriva al 50% quando viene consumata ogni giorno. In genere la sostanza viene assunta attraverso il fumo con il coinvolgimento immediato del sistema cardio-respiratorio. Il più importante principio attivo della cannabis, il Delta 9 Tetraidrocannabinolo (THC), agisce su diverse zone del cervello e causa, tra gli altri, effetti negativi su memoria e apprendimento, nonché sui sistemi di regolazione dei movimenti. Altro che droga leggera!

Cosa può fare il Pediatra.

-Genitori e insegnanti devono essere consapevoli che l’abuso di cannabis è tra i principali fattori di rischio di malattia psichiatrica e devono sapere riconoscere alcuni segnali indicatori.

-Improvvise modificazioni del comportamento e iperemia congiuntivale (il classico arrossamento oculare), possono condurci a sospettare qualcosa.

- Mettersi al fianco degli adolescenti, mettere da parte toni giudicanti evitando atteggiamenti repressivi può consentire al nostro pazienti di confidarsi, al pari o forse meglio che con un genitore.

 

Gioco on line.

Secondo l’Osservatorio Nazionale sulla Salute dell’Infanzia e dell’Adolescenza, in Italia il 20% dei ragazzi tra i 10 e i 17 anni frequenta agenzie di scommesse e il 25% dei più piccoli (di età compresa tra i 7 e i 9 anni) usa la propria “paghetta” per lotterie e gratta e vinci. Il gioco diventa pericoloso quando si perde la capacità di stabilire e rispettare un determinato limite di tempo e denaro da impiegare. Tra i segnali indicatori da osservare troviamo l’interesse continuo per il gioco d’azzardo, disinteresse verso attività scolastiche e ricreative, frequenti assenze ingiustificate, disturbi del sonno e furti in casa. C’è poca consapevolezza sulle dipendenze in assenza di sostanze, quali la dipendenza da internet, dai giochi online, cyber sex, shopping compulsivo. Non da ultimo c’è da rilevare che queste dipendenze, comportando inevitabilmente un senso di disordine, determinano anche errori alimentari, compulsività ed eccesso ponderale (fenomeno sovrappeso-obesità).

Cosa può fare il Pediatra.

-Dialogare con il nostro paziente e riscoprire il senso di realtà. Ovviamente è un processo non immediato ma instillare il convincimento che una luce che è comunque presente alla fine di un tunnel, può suscitare nel ragazzo una voglia di riscossa e rivincita. E questo non possiamo escluderlo a priori. Quindi tentare, tentare e tentare ancora.

 

Adolescenti, tra perdita di valori e “terra di nessuno”.

In questi ultimi tempi è sempre più diffusa la convinzione che la nostra società attraversi una profonda crisi di valori. La crisi che ha investito negli ultimi anni il mondo non riguarda soltanto l’economia, poichè sono intervenuti numerosi cambiamenti che hanno profondamente mutato i modi di vivere, le relazioni tra le persone, le mentalità e le culture. Viviamo nell’era della comunicazione e della globalizzazione, che porta i giovani ad essere sempre più uguali, ad avere gli stessi gusti, a condividere opinioni, obiettivi e valori modellati dalla musica, dai film e dalla televisione, la quale spesso trasmette programmi tutt’altro che educativi. Cellulare, radio e computer sono i mezzi in assoluto più apprezzati dai giovani, perché tutti e tre dotati di un modello di comunicazione diretto, immediato e non impegnativo. Per questo la crisi dei valori ha portato a un vero e proprio smarrimento e a un senso di solitudine nelle nuove generazioni. La comunicazione avviene ormai soltanto attraverso l’esibizione di oggetti e sembra privare i giovani di una solida identità. La massa si lascia facilmente sedurre dai messaggi televisivi e pubblicitari, dal cinema di facile consumo, un cinema che non insegna più i veri valori della vita, bensì mostra al pubblico dei protagonisti belli, perfetti e sorridenti, che possiedono automobili lussuose e oggetti elettronici del tutto inutili, che vivono in dimore magnifiche e godono di un successo che hanno ottenuto senza alcun impegno o fatica, lontani da qualsiasi preoccupazione quotidiana. Il benessere raggiunto ci ha soltanto viziato e riempito di presunzione.

Per tutto questo il Pediatra di famiglia sente tutta la sua impotenza nel vedere che il bambino di 14 anni gli viene automaticamente bannato, proprio quando il suo paziente è nel pieno dell’adolescenza. Non è per spirito di corpo che propone da tempo il proseguimento fino a 16-18 anni ma proprio perché esigenze psico-fisiologiche potrebbero aiutarlo ad arrivare meno fragile ad una vera e compiuta età adulta.

Cosa può fare il Pediatra.

-Molto spesso le nuove generazioni sono cariche di ansia e vuote di ambizioni e di sogni: tutti sono interessati al benessere e alla ricchezza e si sono perduti i valori di una volta, come l’amicizia vera e la famiglia.

-Ognuno di noi è unico ed irripetibile. Convinciamo di questo i nostri pazienti più grandi.

-Sport e volontariato possono far riscoprire il lato buono che comunque è in ognuno di noi.

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