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Il Pediatra assiste i suoi piccoli pazienti dalla nascita a 14 anni ed entra, come nessun altro medico nel cuore della famiglia.

È inoltre il primo, e spesso l’unico, nutrizionista del nucleo familiare.

Il pediatra è quindi, a tutti gli effetti è uno “stakeholder” (da”to hold a stake”, ovvero un individuo il cui apporto è richiesto per realizzare una missione). A lui è richiesta di realizzare una missione: la crescita di un bambino sano.

Fin dalle prime settimane di vita, i controlli medici mensili consentono di “disegnare” insieme ai genitori il futuro sanitario e metabolico del nostro piccolo paziente.

È ormai noto e accertato che l’alimentazione nei primi anni di vita può avere effetti a lungo termine: è questo il concetto alla base del “programming”.

Il programming è un processo in cui uno stimolo positivo o negativo in un periodo specifico della vita produce un risultato permanente o a lungo termine sulla salute.

L’ipotesi del programming, ampiamente dimostrata dagli esperimenti in laboratorio, ha modificato l’approccio alla nutrizione infantile; mentre prima l’alimentazione consigliata era volta a promuovere una crescita a breve termine entro i limiti delle curve di riferimento e a prevenire carenze, ora ci si orienta verso un approccio che garantisca uno stato di salute ottimale nella vita adulta.

Quella del programming nutrizionale è quindi una teoria sostenuta da basi scientifiche secondo cui lo stato di salute in età adulta è influenzato, e dunque “programmato”, anche dallo stile alimentare nella prima infanzia e, ancora prima della nascita, da quello seguito dalla mamma durante la gravidanza.

La teoria del programming aiuta a comprendere come nelle prime epoche di vita l’ambiente, e in particolare l’alimentazione, può “plasmare” un individuo al di là dei suoi caratteri genetici (epigenetica).

In tale ottica l’alimentazione nella prima infanzia assume un significato importantissimo come fattore di prevenzione a costo zero, e può avere un impatto notevolissimo nel contrastare l’epidemia di obesità in età pediatrica.​​

La teoria “dei primi 1000 giorni” consente di spiegare come alcuni problemi di salute, dalla possibilità di sviluppare il diabete o di avere un infarto, siano legati a ciò che accade nel lasso di tempo che va dalla gravidanza fino ai due anni.

Sono i primi mille giorni di vita del bambino che decidono della sua salute futura.


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(fonte RDA 1980 e ISTAT, 2001 mod.)

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