IL CIBO COME TERAPIA
“… quando voi potete guarire con la dieta, non prescrivete nessun rimedio”
Rhazès (medico arabo. 850-923 d.c.)
Se soffrite di determinati disturbi, è bene conoscere gli alimenti da evitare e quelli consigliati. Di seguito una pratica lista divisa per patologie.
Acne
Dieta normocalorica bilanciata. Eliminare alimenti contenenti senape, pepe, formaggi stagionati.
Cellulite
Sì ai legumi che, ricchi di potassio, favoriscono l’eliminazione dell’acqua. Sì anche ad agrumi, fragole e pomodori poichè il loro apporto di vitamina C favorisce la buona nutrizione dei dei vasi sanguigni. Bene anche cavoli, spinaci, lattuga, carote e pesche per la presenza della vitamina A, indispensabile per mantenere l’elasticità del tessuto connettivo; Sì a uova e lievito di birra che, ricchi di vitamine del complesso B, agiscono sul metabolismo.
Evitare gli spuntini frettolosi e masticare a lungo ogni boccone. Bere almeno 1 litro di acqua al giorno. Preferire verdura e frutta fresche. Limitare la carne e formaggio a 3 volte alla settimana alternandoli. Limitare il contenuto di sale. Non esagerare con i grassi di condimento. Ridurre alcoolici, bevande gassate, caffè e fumo. Limitare il consumo di dolci. Aumentare l’attività fisica.
Cefalea ed Emicrania
Alimenti da evitare: alcool, formaggi stagionati, caffeina, cioccolata, cibi marinati, crauti, fichi, uva passa, selvaggina, fritti, spezie, carne conservata, salumi, alimenti preconfezionati, salse di pomodoro, fichi, avocado, susine, fragole, fave, piselli, fagioli, mandorle, noci, cibi che contengono glutammato (dadi da brodo) e, in generale, i cibi e bevande a bassa temperatura.
Alimenti consigliati: carne, latte, verdure fresche, latte, yogurt, pane, zucchero, pesce, cereali, peperoncino.
Disfagia
Sono consigliabili crema di riso, semolino, biscotti ammorbiditi con latte, omogeneizzati, yogurt latte, formaggi teneri, carne e pesce omogeneizzati, uova affogate, frutta/verdure/legumi a purea e senza buccia, sughi e salse omogenee, creme, budini, mousse.
Dieta chetogenica
La dieta chetogenica è una dieta ricca di lipidi, povera di proteine e di carboidrati, sviluppata negli anni ’20 per il trattamento dei bambini con convulsioni refrattarie alla terapia. L’esatto effetto dei corpi chetonici non è chiaro. Lo scopo è di ridurre la farmacoterapia ed i relativi effetti collaterali. Non tutte le forme hanno la stessa responsività: migliori risultati si ottengono nelle forme miocloniche. La dieta è maggiormente efficace nella fascia di età compresa tra 2 e 5 anni. La presenza ed il grado di chetosi possono essere controllati tramite sticks. Se dopo 3 mesi non si è giunti a nessun risultato è opportuno sospendere la dieta. Il passaggio drastico da una dieta normale (lipidi 1: glucidi 3) ad una dieta chetogenica (3:1), può dare nausea e/o vomito. Se non rsponsiva si può giungere ad un rapporto 4:1. Supplementare il paziente anche con Ca, Fe e multivitaminici. Possibili complicazioni sono la nefrolitiasi per aumento della uricemia. La dieta chetogena richiede esperienza, tempo, dedizione. Un dialogo tra specialisti e famiglie è un importante supporto nella impostazione della dieta.
(Efficacia della dieta chetogena 1998: una valutazione prospettica dell’intervento in 150 bambini. Freeman JM et al. Pediatrics, 102(6):1358-63, 1998). Lo studio, eseguito su 150 bambini, ha mostrato i seguenti risultati: una riduzione degli episodi convulsivi superiori al 90% nel 34% a 3 mesi, il 32% a 6 mesi e il 27% ad 1 anno dall’inizio delle dieta.
Calcolosi ossalica
Limitare l’apporto di birra, the, miscele liofilizzate, cacao, cioccolato, marmellata, fagioli, cardi, cavoli, cetrioli, melanzane, porri, peperoni verdi, senape, patate dolci, prezzemolo, scarola, sedano, spinaqci, zucca, mirtilli, more, fraole, lamponi, mandarino, arance, rabarbaro, uva nera, succhi di frutta, germi di grano e crusca, noci, mandorle, carrube, minestra di verdure.
Colon irritabile o colite
Dieta ricca in fibre ed in una limitazione eventuale di latte e latticini ove esista una intolleranza secondaria al lattosio.
Cibi sconsigliati: cioccolato, caffè, brioche (e lieviti in genere), vino, superalcoolici, cibi fritti e/o fermentati e/o affumicati, selvaggina,salumi, acciughe, molluschi, taleggio, gorgonzola, pecorino, insalata cruda, funghi, asparagi, bietole, carote, cavolfiori, cetrioli, spinaci, prezzemolo, pomodori, carciofi, broccoli, cavoletti di Bruxelles, cicoria, cavoli, rape, sottaceti, legumi, cipolle, cavoli, carciofi, noci, orzo integrale, mele crude e con la buccia, albicocche crude o disidratate, kiwi, mango, agrumi, pesche crude, pere cocomero, papaya, frutti di bosco, melone, fichi, prugne, pane bianco, pane ai cereali, tè, bibite gassate, frappè, frullati.
Cibi consigliati: carni tenere, pollo, pesce, uova, pasta e riso non integrali, patate, conrflakes, latte o yogurt, formaggi freschi, cavoli cotti, sedano, melanzane, indivia, lattuga, cipolle, zucca, passato di pomodoro, centrifugati di vegetali, crescione, zucchine, mele cotte, albicocche cotte, banane, ciliegie, spremute, pesche ed ananas in scatola, prugne cotte, avocado.
Degenerazione maculare (riduzione della visione centrale con immagini distorte e colori poco brillanti)Sì a pesce, cibi ricchi di zinco (carne, uova, legumi), vitamine C ed E e carotenoidi contenuti in frutta e verdura (soprattutto cavoli, spinaci, lattuga).
Diverticoli
La dieta è importante sia per evitare l’insorgere del problema sia per rallentarne l’aggravamento.
Sono da evitare alcool, spezie, cibi piccanti, cibi ricchi di grassi.
E’ meglio preferire spremute, frutta e verdura cruda, pane e pasta integrali. Chi tende alla diarrea dovrebbe limitare l’uso di fibre, preferendo tra queste l’hispagula o psillium (reperibile in farmacia o erboristeria).
Esofagite ed ernia iatale
Evitare pasti troppo abbondanti e ricchi di lipidi, che rallentano lo svuotamento gastrico. No all’ di alcool, cioccolato, menta, caffè, tè, succhi di agrumi, succo di pomodoro.
Gastrite
Evitare caffè, tè, alcolici, succhi di frutta, bevande gassate, formaggi piccanti e stagionati, carne e pesce in scatola, sott’olio o affumicati, salumi (tranne bresaola e prosciutto sgrassato), pasta e riso integrali, mollica di pane, verdure meteorizzanti ( broccoli, cavoli, rape, legumi, cipolle, catalogna, cetrioli), frutta non matura o meteorizzante (mele crude, melone, cocomero, frutta secca, castagne), pasticceria con creme, cioccolato o liquori, croccanti e torroni, grassi fritti, sughi e brodi di carne, dado, spezie piccanti, aceto.
Gotta
La dieta deve in primo luogo ricondurre il soggetto al peso ideale; sono sconsigliati i digiuni e le diete eccessivamente ristrette in quanto questo interferisce negativamente con l’escrezione dell’acido urico a causa di una riduzione del pH dovuto alla chetosi. Si deve ridurre l’apporto lipidico, sempre per non incorrere nel rischio della chetosi. Eliminare gli alimenti ricchi in purine come le frattaglie, le carni, la selvaggina. Il caffè ed il tè, un tempo sconsigliati, contengono in realtà le purine in forme metilata e non danno quindi origine all’acido urico ma ad acido metilurico. Ridurre il quantitativo di sodio, poichè il sodio riduce la solubilità dell’acido urico. Mantenere una diuresi elevata, impiegando acque alcaline per evitare la precipitazione di urati. Eliminare le bevande alcoliche, perchè l’idrogeno derivante dall’ossidazione dell’alcool, provoca una riduzione dell’acido piruvico in acido lattico, interferendo così con l’eliminazione di acido urico.
Meteorismo
1. Cibi normoflatogeni: carne, pesce, pollame, verdure (esclusi cavolo e brassicacee), cereali (escluso il pane), uova
2. Cibi moderatamente flatogeni: mele, pere, agrumi, prodotti di pasticceria, patate, pane, cereali integrali, melanzane
3. Cibi altamente flatogeni: latte e derivati ricchi di lattosio, cipole, carote, brassicacee(cavolo, rapa, verza, cavolfiore), frutta (esclusa quella al punto 2), legumi, uva passa, dolcificanti artificiali, cibi grassi creme, acque e bibite gassate, panna montata.
Orticaria
Evitare l’assunzione di noci, noccioline, cioccolato, coca-cola, fragole, melone, agrumi, kiwi, formaggi fermentati, fegato, tonno, salmone, sardine, bianco d’uovo, crostacei e frutti di mare, fagioli, piselli, castagne, cibi conservati ed insaccati, spezie, caffè, alcool.
Reflusso gastro-esofageo
Sono consigliabili pasti frequenti. Meglio non bere tra i pasti. No a cioccolato, tè, cola, caffè, alcool, fumo. E’ consigliabile un apporto proteico elevato (carni, pesce, pollami magri, ecc), che stimola la gastrina (che aumenta la pressione dello sfintere esofageo). No all’assunzione di cibi troppo freddi o troppo caldi. No ai succhi di frutta aciduli e bevande gassate. Evitare farinacei in eccesso come anche leguminose (cavoli, broccoli). Mangiare 2-3 ore prima di coricarsi.
Attenzione con le salse: il pomodoro più cuoce più diventa acido. Non esegarare con latte o yogurt (meglio parzialmente scremati) e latticini. Preferire il pane biscottato a quello fresco. Ridurre il sale aggiunto, i cibi sapidi e speziati che eccitano la mucosa gastrica. Evitate i brodini: meglio cibi asciutti. Mangiate pochi dolci (lo zucchero tende a stimolare l’ acidita gastrica).
Sindrome premestruale
7-10 giorni prima del ciclo, il 20-40% delle donne soffre di una vasta gamma di sintomi (alterazione dell’umore, astenia, cefalea, edemi, stipsi, nausea, variazioni delle abitudini alimentari, ecc.).
I seguenti consigli alimentari possono ridurre questi sintomi:
limitare il consumo di zuccheri raffinati, sale, carni rosse, alcool, caffè, tè, cioccolato, grassi saturi, latticini. Aumentare l’apporto di pesce, cereali e legumi.

